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	<title>Risvegliati.it</title>
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	<description>Portale dei Giovani Comunisti Circolo &#34;P. Impastato&#34; di Vittoria</description>
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		<title>Le nostre uniche esigenze!!!!!</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 11:38:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Guastella</dc:creator>
				<category><![CDATA[amministrative 2011]]></category>
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		<description><![CDATA[Il documento consegnato al PD e al Sindaco, noi continueremo a batterci su questi temi!!! UNA NECESSARIA PREMESSA  “..la sobrietà è una virtù, un modo di essere e uno stile di vita che valorizza la percezione della misura, della regola, della capacità di “essenzializzare” tutti i beni a disposizione. In essa infatti si manifesta tutta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center">Il documento consegnato al PD e al Sindaco, noi continueremo a batterci su questi temi!!!<strong></p>
<p>UNA NECESSARIA PREMESSA</strong></p>
<p><a href="http://www.risvegliati.it/blog/29-01-2012/le-nostre-uniche-esigenze.html/programma" rel="attachment wp-att-3307"><img class="alignleft size-medium wp-image-3307" title="programma" src="http://www.risvegliati.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/programma-300x252.gif" alt="" width="300" height="252" /></a> “..<strong><em>la sobrietà</em></strong><em> è una </em><a title="Virtù" href="http://it.cathopedia.org/wiki/Virt%C3%B9"><em>virtù</em></a><em>, un modo di essere e uno </em><a title="Stile di vita (la pagina non esiste)" href="http://it.cathopedia.org/w/index.php?title=Stile_di_vita&amp;action=edit&amp;redlink=1"><em>stile di vita</em></a><em> che valorizza la percezione della misura, della regola, della capacità di “essenzializzare” tutti i beni a disposizione. In essa infatti si manifesta tutta la premura per l&#8217;altro e il bene comune. I soggetti consapevolmente sobri, si impegnano a condividere e a rispettare il limite, rifiutando l&#8217;ebbrezza dei consumi, dell&#8217;accumulo e del possesso..”</em>  (Enciclopedia Cathopedia).</p>
<p>Proponiamo “sobriamente” in premessa alcuni punti:</p>
<p>- <strong>Riduzione</strong> del numero degli esperti e dei consulenti del Sindaco a titolo oneroso per il Comune: il loro emolumento mensile non deve superare quello previsto per gli Assessori in carica;</p>
<p>- Valorizzazione di risorse umane significative disponibili ad essere inserite <strong>gratuitamente</strong> dentro la Giunta, nei C.d.A. delle aziende municipalizzate, nelle società partecipate o a ricoprire a titolo gratuito il ruolo di consulente o esperto del Sindaco;</p>
<p>- <strong>Incompatibilità</strong> <strong>etica</strong> della doppia funzione di Vice-Sindaco o Assessore e di consigliere comunale;</p>
<p>- Impegno rigoroso ad effettuare le sedute consiliari e delle Commissioni in <strong>prima convocazione,</strong> prevenendo così’ l’inaccettabile usanza del doppio gettone;</p>
<p>- Impegno ad utilizzare, acquistare, noleggiare <strong>auto</strong> di rappresentanza municipali, delle aziende municipalizzate o società partecipate esclusivamente <strong>sotto i 1600 cc</strong> di cilindrata e ove possibile <strong>limitare</strong> l’utilizzo di tale strumento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>1. PIANO REGOLATORE GENERALE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Uscire dal cassetto il PRG e discutere da subito le linee direttrici. Occorre immediatamente avviare una concertazione tra le forze politiche, le organizzazioni di categoria e i cittadini. Va fatta una scelta precisa che è quella di puntare al consumo zero di nuovo territorio indirizzando la domanda di crescita verso il patrimonio edilizio non utilizzato o da riconvertire. La cultura della qualità basata  sulla tutela e sostenibilità dello sviluppo, va condivisa da tutte le componenti di una comunità attraverso un percorso graduale e consapevole.                                                                                                          Uno strumento indispensabile per combattere la crisi economica che ci ha investito in questo ultimi anni è un PRG che faccia scelte chiare e che tenga in considerazione che la domanda di abitazioni è in forte regresso.<em>“…in un contesto imprenditoriale come il nostro in cui le imprese e le professioni del settore-costruzioni rappresentano una fetta importante delle attività vittoriesi, che vanno coinvolte nel progetto di valorizzazione e riqualificazione urbana dei quartieri (rifacimento prospetti e pareti esterne, piano colore, manutenzione delle strade, manutenzione degli impianti idrici e fognari, creazione di aree a verde pubblico, piazze ….) e rivisitazione del modo di costruire sempre più orientato a immobili serviti da fonti energetiche rinnovabili, di maggiore sicurezza sismica e  di bioedilizia, prevedendo una serie di regolamenti e agevolazioni.”</em> (dal programma amministrativo della CNA)</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2. MERCATO</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Mercato Ortofrutticolo di Vittoria</strong> è una struttura che va rilanciata attorno ad un’idea precisa: non si tratta di una struttura di commercio all’ingrosso di prodotti agroalimentari, bensì di un <strong>mercato agricolo alla produzione</strong>. Nel panorama commerciale italiano questa è una rarità, un punto di forza. In questo luogo finora non si è mai riuscito a valorizzare le produzioni locali, tutto è disordinato, disorganizzato, ed a pagare tutto ciò sono esclusivamente i produttori i quali si sentono illusi anche dalle OP locali troppo interessate all’accesso alla contribuzione comunitaria.                                                                                                             </p>
<p style="text-align: justify;">Un mercato alla produzione come il nostro, se opportunamente organizzato, concentra già di suo l’offerta, ecco perché va rilanciato e ripreso dal cassetto il progetto della Società di gestione, con un <strong>Regolamento chiaro e innovativo</strong>. Regolamentare per capire chi opera all’interno del mercato, per evitare le frodi commerciali e per dare dignità ai lavoratori che operano al suo interno. Questa è la legalità che la Città intera pretende.</p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna essere chiari o si condivide la linea del rilancio del mercato o si discute di come creare un’altra OP utile a drenare contributi comunitari e “un consorzio formato dai commercianti titolari dei box” che farà concorrenza alla stessa OP!!!!.</p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><strong>Che fine ha fatto il Distretto orticolo del Sud Est?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il Comune di Vittoria, l’Emaia, la ex So.Ge.Vi. che sono tra gli enti aderenti al distretto devono sollecitare la Regione, presentare richieste di finanziamento per migliorare le infrastrutture in primis il mercato ortofrutticolo.       <br />L’economia della fascia trasformata ha bisogno degli oltre 91 milioni di euro previsti (177 miliardi di vecchie lire, di cui il 40% sono pubblici) per interventi strategici lungo la filiera agricola. Le tante piccole e medie imprese di questo territorio e le sue poche infrastrutture vivono da tempo in una sorta di <strong>limbo che ne ha frenato lo sviluppo</strong>. Se le istituzioni di questa città non si svegliano, non utilizzano i fondi inseriti nei quattro assi, rischiano indirettamente di favorire quelle “SOCIETA’ DI SVILUPPO” private – ben collegate con la Regione – che non guardano al territorio ma agli interessi propri e dei loro associati. <br /><span style="text-decoration: underline;">In questo momento non ci si può permettere alcun torpore politico.</span> Bisogna dimostrare coraggio, schiena dritta, capacità d’azione, essere dei pungoli nei confronti  della Regione, della Camera di Commercio e di tutti gli altri enti pubblici che aderiscono al distretto.                        </p>
<p style="text-align: justify;">Occorre sostenere<strong> l’Istituzione del Catasto ortofrutticolo nazionale</strong> con articolazione regionale.</p>
<p style="text-align: justify;">E serve una Sede distaccata con annesso laboratorio <strong>dell’Istituto Repressione Frodi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"> <strong>3. UN NUOVO MODELLO DI WELFARE MUNICIPALE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Priorità nel costruire un <strong>modello di welfare integrato e partecipato</strong> in cui le realtà del mondo delle cooperative, il terzo settore e i diversi soggetti formali ed informali della solidarietà siano soggetti attivi e protagonisti: la “rete” non è una mappa ma intreccio “vivo” di soggetti ed esperienze di prossimità che permeano i gruppi umani;                      <strong>Dignità e centralità al Tavolo della Legge 328</strong> per la creazione dei piani socio-sanitari di zona centrati “realmente” sui bisogni vecchi e nuovi dei territori: Vittoria come comune-capofila può inaugurare una nuova stagione di programmazione e gestione “mirata” dei servizi sociali in tutto il versante ipparino;        <br />Marginalità, disagio socio-economico, nuove povertà, questione dei migranti meritano attenzione e analisi adeguate: servono studi e progettazione sociale per reperire fondi regionali, statali, comunitari ed attuare gli interventi necessari. Proponiamo uno <strong>specifico staff municipale di studi e progettazione sociale.</strong> <strong>Il progetto sui migranti  “Creuza de Ma”, </strong>attualmente bloccato e iniziato nel 2010 con i fondi F.E.I., va ripreso, adeguato per farlo ri-partire. La <strong>borsa di lavoro</strong> è uno strumento di assistenza economica ma deve anche proporsi l’inclusione sociale, la formazione e realizzazione della persona secondo il principio in ogni caso dell’equità, della dignità e della trasparenza. Eliminando sprechi e faziosità lo strumento della borsa<strong> lavoro va inserito all’interno di un progetto comunale di welfare.</strong> Servono nuove regole chiare ed imparziali per l’assegnazione delle borse e c’è inoltre l’assoluta necessità di rivedere radicalmente il <strong>sistema di assegnazione ed erogazione dei contributi di assistenza economica individuale</strong>  ai soggetti in disagio socio-economico: riteniamo utile la creazione di una vera e propria <strong>Card sociale municipale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4. CICLO DEI RIFIUTI, RACCOLTA DIFFERENZIATA E RUOLO DEL PUBBLICO</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il tema del ciclo dei rifiuti è un tema fondamentale per la città di Vittoria, occorre da subito delineare la politica sui rifiuti di questa amministrazione.  <br />Si deve sin da subito stabilire che la priorità è la <strong>messa in sicurezza della “bomba ecologica” di Pozzo Bollente ed un niet categorico a qualsiasi tipo d’ipotesi di “quarta vasca”. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Avviare una politica di sensibilizzazione dei cittadini sulle tematiche ambientali, con misure volte in primo luogo alla riduzione dei rifiuti e ad una strategia zero rifiuti sul modello dei comuni virtuosi d’Italia. Bastano una serie di ordinanze a costo “quasi zero” per togliere decine di tonnellate di rifiuti dalla nostra vita quotidiana.<br /> Secondo step è una <strong>raccolta differenziata a misura di cittadino</strong> che porti ad un risparmio nella Tarsu (che deve passare necessariamente a TIA) a chi differenzia e penalizzi chi lascia correre. Il bando ATO della raccolta differenziata da 50 milioni di euro così come è strutturato è uno spot messo su frettolosamente che porterà solo lauti guadagni al privato e aumento delle tariffe ai cittadini, tanto che decidano di differenziare quanto che decidano di infischiarsene. In questa fase è fondamentale discutere su quale sia il ruolo del pubblico, che non può essere quello di mero riscossore dell’imposta che poi dovrebbe essere girata ad un privato.                                                     <br /><span style="text-decoration: underline;"><strong>Il pubblico deve avere un ruolo centrale</strong></span>, non per una semplice scelta ideologica, ma perché analizzando le altre realtà territoriali “virtuose”, il pubblico non ha mai delegato, anzi, ha garantito i cittadini responsabili che tengano alla proprie realtà territoriali differenziando e riducendo la produzione di rifiuti. Se è riuscito a invertire il trend il Comune di Napoli, che a giugno aveva 2500 tonnellate di rifiuti in mezzo alle strade ed oggi (dati Conai) è al 22% di R.D. ce la possiamo fare anche noi. </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>5. NUOVE REGOLE E CONTROLLI PER I CONTRIBUTI ALLE ASSOCIAZIONI</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Il sistema attuale merita un profondo ripensamento. In questi anni (nel 2010 sono stati erogati in varie e molteplici forme circa 400 mila euro) si è registrato un forte dis-equilibrio di contributi per le diverse Associazioni, privilegiando in maniera talora arbitraria ed esclusiva la modalità del “contributo straordinario”. Sono necessarie <strong>nuove regole</strong> sia per avere un quadro ben preciso delle Associazioni che operano attivamente sul territorio nelle diverse aree (cultura, sport, solidarietà, ambiente, etc) sia per determinare le modalità di erogazione relative ai progetti presentati e che poi devono essere realmente monitorati dal Comune. Occorre istituire un <strong>Albo Comunale</strong> e utilizzare il <strong>Bando Pubblico</strong> per finanziare i progetti ed quindi ottenere i contributi.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>6. IL BILANCIO PARTECIPATO E IL BILANCIO SOCIALE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Bilancio Partecipato </strong>non è così difficile farlo&#8230;E&#8217; un progetto che prevede un coinvolgimento attivo e strutturato dei cittadini, dei comitati, delle associazioni, delle realtà sociali, culturali, economiche della Città. L’adozione del Bilancio Partecipato non ha risvolti solo numerici e finanziari ma è soprattutto un cambiamento di mentalità e paradigma sulle politiche istituzionali del Municipio: i cittadini partecipano, tramite la preparazione dello Strumento del Bilancio di Previsione, attivamente allo sviluppo ed alla elaborazione delle politiche comunali. Rappresenta una sorta di partecipazione diretta dei cittadini alla vita della propria città che mira a ridurre la drammatica distanza tra governo e governati, tra ceto politico-istituzionale e cittadini. Di solito le amministrazioni comunali, visti anche le ristrettezze economiche e i vincoli di bilancio cui sono tenuti per legge, riconoscono alle proposte avanzate dai gruppi di cittadini la possibilità di incidere su una certa percentuale del Bilancio comunale. Vittoria potrebbe partire dal 10% del bilancio comunale, fino ad arrivare lentamente e nel corso degli anni, anche al 15-20%.        <br />Il <strong>Bilancio Sociale</strong> è uno strumento di rendi-contazione popolare che deve affiancare e integrare il Bilancio Consuntivo tradizionale che risulta spesso di difficile leggibilità e di scarsa fruibilità da parte del cittadino. E’ uno strumento partecipativo che rende conto ai cittadini, in modo leggibile, chiaro e trasparente, di come sono state impiegate le risorse pubbliche del Bilancio Comunale di un anno. Inoltre permette ad ogni cittadino di rendersi conto dell’efficienza dell’Ente, dell’efficacia delle iniziative e delle spese che ha effettuato e, inoltre, consente alla stessa amministrazione comunale di avere un valido supporto nella fase di programmazione della futura azione amministrazione. E’ stato finora davvero deludente rilevare che il Comune di Vittoria non si sia interessato a questo importante strumento, nonostante negli ultimi anni sia stato tante volte promesso e annunciato.</p>
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		<title>La protesta strumentalizzata da chi ha distrutto la Sicilia</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 21:58:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Guastella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Antonio Marotta La mobilitazione avviata dal movimento dei i Forconi si fonda su una crisi economica devastante, che in Sicilia sta distruggendo da tempo interi comparti produttivi, soprattutto quello agricolo e della pesca, e che è resa ancora più drammatica dall’assenza di contrasto alle politiche comunitarie, ai provvedimenti fallimentari di Lombardo e alla manovra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.risvegliati.it/blog/18-01-2012/moti-spontanei.html/movimento_dei_forconi" rel="attachment wp-att-3299"><img class="alignleft size-medium wp-image-3299" title="movimento_dei_forconi" src="http://www.risvegliati.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/movimento_dei_forconi-300x257.jpg" alt="" width="300" height="257" /></a>di <strong>Antonio Marotta</strong></p>
<p>La mobilitazione avviata dal movimento dei i Forconi si fonda su una crisi economica devastante, che in Sicilia sta distruggendo da tempo interi comparti produttivi, soprattutto quello agricolo e della pesca, e che è resa ancora più drammatica dall’assenza di contrasto alle politiche comunitarie, ai provvedimenti fallimentari di Lombardo e alla manovra economica del governo Monti. L’aumento spropositato del gasolio e della benzina, dell’IVA, dei ticket autostradali e dei traghetti creano grosse difficoltà economiche alle imprese ed hanno effetti recessivi e inflazionistici che vengono scaricati sulle fasce più deboli della popolazione.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>La protesta, che vede partecipare lavoratori e disoccupati che rivendicano giustamente i loro diritti, è stata egemonizzata dagli autotrasportatori e dalle agenzie di riferimento, guidate da personaggi riferibili ad ambienti riconducibili alla criminalità organizzata, che operano con l’obiettivo di strumentalizzare il malcontento popolare a favore del disegno autonomistico di Lombardo e di quei settori del centrodestra che sono apertamente schierati per agevolare gli affari e gli interessi della borghesia mafiosa.</strong></span></p>
<p>Rifondazione comunista siciliana ritiene necessario costruire una piattaforma di lotta, che metta al primo posto l’opposizione alle manovre stagflazionistiche di Monti, per rivendicare invece misure per la crescita e l’occupazione, per il salario sociale, per tutelare il reddito dei produttori agricoli, per il rilancio del trasporto pubblico.</p>
<p>Facciamo appello alla Cgil, ai sindacati di base, alle forze della sinistra, ai movimenti, a quei settori del Pd che si battono contro Lombardo e contro i poteri mafiosi, a volere costruire una grande mobilitazione del mondo del lavoro che, coerentemente con gli insegnamenti di Peppino Impastato, di Pio La Torre, di Danilo Dolci, crei le condizioni di una svolta e di una speranza di cambiamento per la Sicilia.</p>
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		<title>Moti spontanei?</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 21:11:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Guastella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La protesta dei forconi presenta una piattaforma di problematiche condivisibile. Esiste però una strana anomalia che noi abbiamo notato sin da subito. Il profondo disagio economico che migliaia di microimprese agricole, commerciali, artigianali dell&#8217;isola vivono da oltre un decennio è stato catalizzato e organizzato dai grossi gruppi che gestiscono i trasporti (non dagli autotrasportatori) e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.risvegliati.it/blog/18-01-2012/moti-spontanei.html/movimento_dei_forconi" rel="attachment wp-att-3299"><img class="alignleft size-medium wp-image-3299" title="movimento_dei_forconi" src="http://www.risvegliati.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/movimento_dei_forconi-300x257.jpg" alt="" width="300" height="257" /></a>La protesta dei forconi presenta una piattaforma di problematiche condivisibile.<br /> Esiste però una strana anomalia che noi abbiamo notato sin da subito. Il profondo disagio economico che migliaia di microimprese agricole, commerciali, artigianali dell&#8217;isola vivono da oltre un decennio è stato catalizzato e organizzato dai grossi gruppi che gestiscono i trasporti (non dagli autotrasportatori) e la commercializzazione (non i commercianti) dei prodotti agricoli siciliani. <br /><span style="text-decoration: underline;"><strong>In quei settori dove troppo spesso si annida quella che il procuratore Grasso è arrivato anche a definire borghesia mafiosa</strong></span>. <br />Questo movimento che di spontaneo ha ben poco ha organizzato in punti strategici fermi e blocchi con la violenza (vedi i due casi di accoltellamento) e ha imposto la chiusura dei mercati agricoli più importanti. Guarda caso la risposta, per la prima volta, è stata immediata.<span style="text-decoration: underline;"><strong> Cosa strana e singolare in una terra dove l&#8217;immobilismo è la regola.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Poche ore prima che iniziasse il blocco una delegazione di “forconi” si era incontrata col presidente della regione, a fronte di quell&#8217;incontro in cui il presidente Lombardo diceva che le responsabilità erano dell’Europa e da lì il blocco dell&#8217;economia siciliana. Dopo due giorni di protesta la stessa delegazione si incontrerà a breve nuovamente con il presidente Lombardo per ottenere cosa? Se tutto dipendeva da Bruxelles (risposta che Lombardo ha dato ai forconi venerdì scorso) dopo solo due giorni cosa è cambiato? <br />Perché non si poteva trovare prima l&#8217;accordo? Perché i cittadini devono subire enormi disagi? Perché gli agricoltori dovranno subire l’ennesima mazzata, buttando decine di tonnellate di prodotto? Perché questa prova di forza ha visto schierati all&#8217;unisono tutti i network siciliani? Perché attaccare la politica in modo generico per poi rivolgersi e rivalutare sempre i soliti noti cioè i responsabili di questo sfascio economico e sociale? <br />Cosa ci fa il presidente Zamparini (presidente del Palermo calcio) che guida un movimento che incita alla rivolta fiscale? Cosa ci fanno i dirigenti di forza nuova? Cosa fanno alcuni dirigenti regionali del PDL e dell&#8217;MPA, Grande sud mascherati da forconi? <br /><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-size: large;"><strong>Infine ci chiediamo da dove vengono i fondi per tappezzare l&#8217;intera regione con manifesti che promuovono “forza d&#8217;urto”?</strong></span></span> Questa manifestazione intercetta il disagio, soffia sul fuoco della disperazione e alimenta il malcontento popolare che cova da tempo per le vessatorie misure economico fiscali introdotte dai governi (regionali e nazionali) di centro destra ma è di stampo reazionario e propone soluzioni corporativistiche inaccettabili. <br />Il fatto che sia capeggiata dal centro destra è il chiaro segnale gattopardiano che punta a mantenere le garanzie dei soliti noti.</p>
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		<title>Il primo atto del nuovo cdl ATO?</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 21:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Guastella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel trambusto mediatico è riuscita a passare in sordina una notizia che merita un commento. Il primo atto del nuovo consiglio dei liquidatori dell&#8217;ATO AMBIENTE?  Aumentare l’indennità al vicepresidente, Garofalo (Sel). Un aumento di 2500 euro lordi in più su base annua (da10.000 a12.500 euro). Mentre la crisi sta affondando il sistema economico di questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.risvegliati.it/blog/16-01-2012/il-primo-atto-del-nuovo-cdl-ato.html/toto-ma-mi-faccino-il-piacere" rel="attachment wp-att-3294"><img class="alignleft size-medium wp-image-3294" title="Toto-ma-mi-faccino-il-piacere" src="http://www.risvegliati.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/Toto-ma-mi-faccino-il-piacere-248x300.jpg" alt="" width="248" height="300" /></a>Nel trambusto mediatico è riuscita a passare in sordina una notizia che merita un commento.</p>
<p>Il primo atto del nuovo consiglio dei liquidatori dell&#8217;ATO AMBIENTE?  Aumentare l’indennità al vicepresidente, Garofalo (Sel). Un aumento di 2500 euro lordi in più su base annua (da10.000 a12.500 euro).</p>
<p>Mentre la crisi sta affondando il sistema economico di questa provincia la sfrontatezza dei “dirigenti storici” continua a non conoscere limiti. Sono questi atteggiamenti che generano sfiducia nella politica soprattutto se a portarli avanti  in pratica è  l&#8217;esponente di un partito che sulla carta si dice ancora di “sinistra”.  </p>
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		<title>Il nuovo che avanza</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 11:15:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Guastella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Davide Guastella A leggere i giornali di ieri, si rimane basiti. Come fanno certi notabili della politica locale a pronunciare la parola rinnovamento? Avevo un anno nel 1989 eppure molti mi dicono che l’attuale Vicesindaco di Vittoria già parlava di rinnovamento. Dal 1989 ad oggi sono accadute tante cose, ma il rinnovatore della politica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Davide Guastella</p>
<p>A leggere i giornali di ieri, si rimane basiti. Come fanno certi notabili della politica locale a pronunciare la parola rinnovamento?</p>
<p><a href="http://www.risvegliati.it/blog/13-01-2012/il-nuovo-che-avanza.html/dinosauri02" rel="attachment wp-att-3285"><img class="alignleft size-full wp-image-3285" title="dinosauri02" src="http://www.risvegliati.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/dinosauri02.jpg" alt="" width="263" height="271" /></a>Avevo un anno nel 1989 eppure molti mi dicono che l’attuale Vicesindaco di Vittoria già parlava di rinnovamento. Dal 1989 ad oggi sono accadute tante cose, ma il rinnovatore della politica locale è sempre lì, amministratore, sindaco, eterno candidato sconfitto (su tutte le 3 volte alle regionali).</p>
<p><strong>Ma a fronte di tante belle parole (condito svariate volte di qualche veleno) le pratiche di Cilia di innovativo hanno ben poco</strong>.</p>
<p>La distanza tra i propositi dichiarati e i comportamenti effettivi è abissale.</p>
<p>Parla di rinnovamento e occupa “militarmente” (naturalmente in senso figurato) la poltrona di vicesindaco e quella di consigliere comunale, il <span style="text-decoration: underline;">tutto per spianarsi la strada alla quarta candidatura alle regionali del 2013</span>. Faccia pure, ma abbia almeno la dignità di non parlare di rinnovamento. L’unico rinnovamento che ha saputo portare avanti è quello dei simboli sotto i quali si è candidato.</p>
<p>La città è stanca di queste pratiche, la città ha bisogno di un rinnovamento reale, Noi continueremo come Rifondazione a batterci per questo, senza retropensieri e con la voglia di rendere un servizio, senza ambizioni ed esigenze personali.</p>
<p>Sarà una battaglia dura, ma sulla quale non faremo sconti a nessuno.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un grazie a chi ci è vicino!!!!</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 21:52:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Guastella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La vicinanza di tanti compagni e cittadini che ci seguono, è la testimonianza che la nostra è una battaglia politica oltre che doverosa, legittima. Il consenso delle urne è stato impugnato da SEL come arma di ricatto, sfruttando i giochetti del peggior aiellismo e non come base di allargamento e strumento di politica del consenso. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La vicinanza di tanti compagni e cittadini che ci seguono, è la testimonianza che la nostra è una battaglia politica oltre che doverosa, <strong><span style="text-decoration: underline;">legittima.</span></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.risvegliati.it/blog/08-01-2012/un-grazie-a-chi-ci-e-vicino.html/berlinguer" rel="attachment wp-att-3277"><img class="alignleft size-medium wp-image-3277" title="berlinguer" src="http://www.risvegliati.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/berlinguer-300x213.jpg" alt="" width="300" height="213" /></a>Il consenso delle urne è stato impugnato da SEL come arma di ricatto, </strong><strong>sfruttando i giochetti del peggior aiellismo e</strong> <strong>non come base di allargamento e strumento di politica del consenso. </strong></p>
<p>Diciamo da tempo che far politica non significa sopravvivere usando furbizia e volubilità ma  i dirigenti di SEL non ci sentono, subito dopo aver firmato l’apparentamento con Nicosia al ballottaggio hanno deciso scientemente di mettere di lato i programmi e le belle parole della campagna elettorale per far spazio alle loro “esigenze” e quindi la Città è stata costretta ad assistere al continuo valzer di richieste dalle presidenze nelle commissioni consiliari, alla presidenza del consiglio comunale, alla presidenza dell’Emaia, a quella della Vittoria Mercati o della ex Sogevi (praticamente ogni spazio possibile e immaginabile).</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>E chi se ne frega se a doverne fare le spese fosse l’unità della Sinistra, che tanto a fatica era stata raggiunta con la lista unitaria e con il progetto Garofalo Sindaco.</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ringraziamo chi pubblicamente o su facebook ha preso le distanze da questo modo di far politica e in particolar modo gli amici dei Verdi, Peppe Scifo e i tanti compagni della CGIL, i diversi iscritti di Libera che a titolo personale ci hanno manifestato vicinanza, Filippo Cavallo, Gianni Caruano, Giovanni Lucifora e Piero Gurrieri del PD, che hanno posto all’interno del loro partito questa vicenda non come un problema che riguarda i rapporti tra FED e SEL ma di tutti i partiti che hanno sostenuto Nicosia al ballottaggio.</p>
<p>Tutto questo dimostra, ancora una volta, che non c&#8217;è in atto una lite per posti o posizioni (li lasciamo a chi ne ha di bisogno) ma uno scontro sul modo di intendere e di fare politica per <strong>porre nuovamente al centro quella questione morale che qualcuno ha deciso di seppellire.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Filippo Cavallo tira le orecchie a Sel: «Serve unità»</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 09:58:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Guastella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi su La Gazzetta del Sud. Silenzio, parla il saggio. Filippo Cavallo, ex assessore, amico di Peppe Cannella e di Giuseppe Mustile, uomo di sinistra che in passato, quando gli hanno mollato un cazzotto da kappaò ha reagito porgendo l&#8217;altra guancia. Non vuole litigare e lavora per riappacificare. Sarà ascoltato? Dubitiamo.Ha inviato una lunga riflessione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Oggi su La Gazzetta del Sud.</p>
<p><a href="http://www.risvegliati.it/blog/23-05-2011/saremo-a-vittoria-la-sorpresa-di-queste-elezioni.html/novita" rel="attachment wp-att-2704"><img class="alignleft size-medium wp-image-2704" title="novita" src="http://www.risvegliati.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/novita-300x271.jpg" alt="" width="300" height="271" /></a>Silenzio, parla il saggio. Filippo Cavallo, ex assessore, amico di Peppe Cannella e di Giuseppe Mustile, uomo di sinistra che in passato, quando gli hanno mollato un cazzotto da kappaò ha reagito porgendo l&#8217;altra guancia. Non vuole litigare e lavora per riappacificare. Sarà ascoltato? Dubitiamo.<br />Ha inviato una lunga riflessione su quanto sta accadendo a poche ore dalla verifica e dal rimpasto. Meglio partire dall&#8217;ultimo capoverso delle riflessioni di Cavallo: «Lancio un appello a Sel: faccia un passo indietro e consenta la ripresa del progetto di una sinistra unita. Uniti si è più forti, incisivi e consapevoli. I vittoriesi hanno premiato questo progetto unitario. Il momento politico non consente che ci si divida e di questo la nostra città ha bisogno!».</p>
<p style="text-align: justify;">Si potrebbe chiudere qui, invece no. Perché ci sono altri paragrafi nella missiva di Cavallo che meritano l&#8217;evidenziatore. «Durante tutto l&#8217;arco dell&#8217;ultima campagna elettorale si è continuamente detto che ci sarebbero state opportunità e visibilità per tutte le componenti politiche, tant&#8217;è che la composizione dell&#8217;attuale giunta mi è parsa coerente con tale impostazione programmatica. Altrettanto coerente mi sembra la posizione del Partito democratico riguardo alla non opportunità di sovrapposizioni di funzioni e responsabilità, ad esempio fra vicesindaco e consigliere comunale. La città e la sinistra non hanno bisogno di assi &#8220;pigliatutto&#8221;: guai, se così fosse! Tanto più che Rifondazione è finora rimasta esclusa da ogni responsabilità».</p>
<p style="text-align: justify;">Veste anche i panni di &#8220;veggente&#8221;, Filippo Cavallo, nel momento in cui è costretto a pensare «che c&#8217;è chi, per qualche &#8220;poltrona&#8221; in giunta o in consiglio comunale, porterà l&#8217;intera sinistra di Vittoria verso il disfacimento, vanificando anni di sforzi e disattendendo i più elementari principi di democrazia e partecipazione, che, a questo punto, posso pensare che siano state solo enunciazioni teoriche &#8220;da campagna elettorale&#8221;».</p>
<p style="text-align: justify;">Cavallo si unisce al coro di chi l&#8217;ha preceduto: i Verdi di Giorgio Stracquadanio, la Cgil, Libera e rilancia sul ruolo di Peppe Cannella, che, per gli attenti osservatori, è l&#8217;ostacolo dell&#8217;unità e il vero motivo perché Sel ha scelto di far dimettere Salvatore Garofalo da vicesindaco piuttosto che Mariella Garofalo da consigliere comunale. «Mi chiedo – continua Cavallo – perché non si vuole dare spazio a Peppe Cannella. Di quali colpe si è macchiata Rifondazione per dover sempre essere esclusa dopo che i suoi esponenti e i suoi militanti si sono spesi come gli altri per la causa comune?».</p>
<p style="text-align: justify;">E a poche ore dal rimpasto, come detto, anche Pippo Mascolino (Progetto Vittoria) lancia il suo appello. «Non entriamo nelle vicende degli altri partiti, rispettiamo le opinioni e la loro autonomia. Ma ci troviamo in linea di principio sulle linee di indirizzo politico del Pd. Mantenere i buoni rapporti fra alleati e massima pluralità, questo sempre nel rispetto di regole precise. Salvatore Garofalo è un ottimo amministratore, ma la frase pronunciata dalla sorella è stata sconveniente. Tutti le componenti del centrosinistra devono essere unite e coese per un unico e grande progetto sia amministrativo che politico. Le azioni principali dovranno puntare alla valorizzazione e a salvaguardare le attività agricole, il Prg, sostenere la qualità ambientale ed il turismo, migliorare la viabilità, praticare una efficace politica dei rifiuti sul territorio, tutelare l&#8217;acqua, contrastare l&#8217;inquinamento derivato da discariche abusive».</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Miseria e nobiltà</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 17:46:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Guastella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sinistra unita con Vendola: il fallimento politico di una lista unitaria a sinistra. Le segreterie dei Giovani Comunisti e di Rifondazione Comunista   Qui il video dell&#8217;intervento a Focus su E20, buona visione: http://www.e20sicilia.tv/portale_web/lib/portale.aspx?video=3341 Il risultato elettorale della lista Sinistra unita con Vendola è frutto di un accordo politico fra Federazione della Sinistra (Rifondazione Comunista e Giovani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong></strong><strong>Sinistra unita con Vendola: il fallimento politico di una lista unitaria a sinistra. <br /></strong>Le segreterie dei Giovani Comunisti e di Rifondazione Comunista</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Qui il video dell&#8217;intervento a Focus su E20, buona visione: <a href="http://www.e20sicilia.tv/portale_web/lib/portale.aspx?video=3341">http://www.e20sicilia.tv/portale_web/lib/portale.aspx?video=3341</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.risvegliati.it/blog/03-01-2012/miseria-e-nobilta.html/obama-fantozzi" rel="attachment wp-att-3263"><img class="alignleft size-medium wp-image-3263" title="obama-fantozzi" src="http://www.risvegliati.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/obama-fantozzi-300x195.jpg" alt="" width="300" height="195" /></a>Il risultato elettorale della lista Sinistra unita con Vendola è frutto di un accordo politico fra Federazione della Sinistra (Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti) e Sinistra Ecologia e Libertà. Un progetto unitario che ha portato all&#8217;ottenimento di oltre mille e cinquecento voti, al superamento della soglia di sbarramento del 5% e il conseguimento, secondo la legge elettorale, di tre seggi in consiglio comunale. L&#8217;apporto di Fed, con i suoi oltre cinquecento voti, è stato fondamentale, nonostante i primi tre eletti, Garofalo, Mustile e Cilia, siano iscritti a Sel. Il progetto unitario imponeva la rappresentanza  di entrambi i gruppi. Politicamente, il progetto di unità a sinistra è saltato. L&#8217;accordo stipulato con gli elettori, sui termini del programma elettorale, rispettava contenuti e progetti. Nella pratica ciò si è tramutato in un maldestro tentativo di accaparramento di incarichi e prebende, tradendo il consenso espresso dagli elettori.</p>
<p style="text-align: justify;">Cronologicamente, per gli attenti interessati alla politica locale, è stato un susseguirsi di espressioni di interessi organici a posti e cariche: dall&#8217;immediato momento conseguente al primo turno, in cui un documento privato inviato da dirigenti di Sel al Pd (chiedere all’attuale segretario per conferma), chiedeva ruoli consistenti nel governo della città, come l&#8217;incarico di vice – sindaco successivamente affidato a Salvatore Garofalo.</p>
<p style="text-align: justify;">In seguito le richieste di presidenze nelle commissioni consiliari, della presidenza del consiglio comunale, nei ruoli di governo degli enti Emaia e Vittoria Mercati e della ex Sogevi (praticamente in ogni spazio possibile e immaginabile).</p>
<p style="text-align: justify;">Una pratica lontana anni luce dalla buona politica, dalla discontinuità con il governo precedente della città denunciata in campagna elettorale, dall&#8217;interesse pubblico di buon governo. <strong>La richiesta di incarichi, senza le dovute garanzie programmatiche e politiche è stata la rappresentazione del fallimento dei propositi della campagna elettorale e dei termini dell&#8217;accordo fra le due forze.</strong> <strong>Il consenso delle urne è stato impugnato come arma di ricatto, non come base di allargamento e strumento di politica del consenso.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le dimissioni di Salvatore Garofalo aprono un precedente: la scelta di blindare la presenza di Sel in consiglio comunale è chiara espressione di una prassi politica. Le dimissioni sono state un atto dovuto celebrato trionfalmente: in realtà è la sola presa di posizione che un amministratore può avere nel rispetto della legge. Ma, eticamente, un serio e capace uomo politico, non avrebbe dovuto considerare l&#8217;incompatibilità già in aprile, quando la legge n°6/2011 già la esprimeva?</p>
<p style="text-align: justify;">Il ritardo nelle dimissioni è stato un tentativo di prolungare ulteriormente i tempi, nella dimenticanza di ogni prassi sinistrorsa che rivendica il valore della progettualità politica a discapito degli individui.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fallimento politico è stretto parente del fallimento amministrativo: in sei mesi l&#8217;atto più significativo è stata la premiazione di Garofalo ad  Aldo Serena all&#8217;Oscar del Calcio, manifestazione contestata vigorosamente nella precedente campagna elettorale. Invece, la delega ampia allo stesso per organizzare la raccolta differenziata si è rivelata un fallimento. Persino la regione Sicilia, aspramente criticata per l&#8217;operato in materia ambientale, ha bocciato il progetto vittoriese.</p>
<p style="text-align: justify;">Da mesi Rifondazione Comunista e i Giovani Comunisti, proponevano un progetto alternativo a quello di Sel, sempre cassato e accusato di ideologismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Rc e Gc denunciano l&#8217;incoerenza fattuale di una lista che ha riscosso consenso in un elettorato che chiedeva un reale cambiamento: il mandato elettorale è stato tradito. Le logiche di potere hanno sovrastato la progettualità democratica. Non per colpa di chi, in un progetto di sinistra, ha sempre creduto e continuerà a credere, dandone quotidianamente prova.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Appunti diseguali sulla frase «Né destra, né sinistra» e Beppe Grillo</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 20:47:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Guastella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[wu ming]]></category>

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		<description><![CDATA[di Wu Ming 1 (http://it.wikipedia.org/wiki/Wu_Ming) Ho preso questi appunti nel corso del tumultuoso, convulso 2011, anno di insurrezioni, detronizzazioni, disvelamenti e nuove confusioni. Per la precisione, sono note scritte nel periodo aprile-settembre 2011.Alla bruta materia di queste frasi annotate live, nel pieno degli eventi, non ho saputo imporre alcuna struttura solida e coerente. La numerazione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Wu Ming 1 (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wu_Ming">http://it.wikipedia.org/wiki/Wu_Ming</a>)</p>
<p><a href="http://www.risvegliati.it/blog/02-01-2012/appunti-diseguali-sulla-frase-%c2%abne-destra-ne-sinistra%c2%bb-e-beppe-grillo.html/post-17-1247497640" rel="attachment wp-att-3257"><img class="alignleft size-medium wp-image-3257" title="post-17-1247497640" src="http://www.risvegliati.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/post-17-1247497640-300x259.jpg" alt="" width="300" height="259" /></a>Ho preso questi appunti nel corso del tumultuoso, convulso 2011, anno di insurrezioni, detronizzazioni, disvelamenti e nuove confusioni. Per la precisione, sono note scritte nel periodo aprile-settembre 2011.<br />Alla bruta materia di queste frasi annotate <em>live</em>, nel pieno degli eventi, non ho saputo imporre alcuna struttura solida e coerente. La numerazione di paragrafi e capoversi è il residuo di un tentativo in tal senso, sostanzialmente fallito.</p>
<p><strong>1. CHI DICHIARA COSA?</strong></p>
<p><strong>1.a.</strong> Negli ultimi tempi si sente sempre più spesso la frase: «Non siamo di destra né di sinistra». Talvolta, l’ordine dei fattori è invertito: «Non siamo di sinistra né di destra».<br />Non è certo una frase nuova, l’abbiamo udita tante volte. Eppure, tendendo l’orecchio, possiamo registrare una prima, piccola novità: il soggetto plurale ricorre più spesso di quello singolare. Il noi sta scalzando l’io. Fino a qualche anno fa, questa “dichiarazione di non-appartenenza” era il più delle volte a titolo personale. Oggi, invece, è sempre più sovente l’enunciazione di soggetti collettivi.</p>
<p><strong>1.b.</strong> Se continuiamo ad ascoltare e intanto ci guardiamo intorno, possiamo comprendere <em>il perché</em> della coniugazione plurale: se ieri, nella stragrande maggioranza dei casi, la frase era espressione di qualunquismo destrorso (ovvero, chi premetteva di «non essere di destra né di sinistra», novanta volte su cento era in procinto di attaccare politiche o personaggi di sinistra), di recente la questione si è ingarbugliata: in giro per l’Europa, nuovi movimenti, anche molto diversi tra loro, si fanno un punto d’onore di dichiararsi non-appartenenti ad alcuno dei due campi politici. Si va dal nostrano Movimento 5 Stelle, si passa per i «Partiti dei Pirati» che hanno ottenuto buoni risultati elettorali in Germania e altri paesi, e si giunge ai cosiddetti «Indignati», movimento transnazionale che ha i suoi miti delle origini nelle rivolte nordafricane e nelle mobilitazioni spagnole partite il 15 maggio 2011.</p>
<p><strong>1.c.</strong> La mia convinzione è che, a seconda del soggetto che la dice, del contesto in cui viene usata e delle pratiche a cui si accompagna, il significato della frase di cui al punto 1.a. si trasformi in maniera radicale.</p>
<p><strong>2. IL PARADOSSO DI QUADRUPPANI<br /></strong></p>
<p><strong>2.a.</strong> Una volta ho sentito lo scrittore francese <strong>Serge Quadruppani</strong> dichiarare: «Ci sono due modi di non essere né di destra né di sinistra: un modo di destra e uno di sinistra».<br />L’apparente paradosso spaziale – quasi da disegno di Escher – può aiutarci a trovare l’orientamento nel territorio dei nuovi movimenti. In parole povere: la frase «Non sono di destra né di sinistra» è un velo che possiamo e dobbiamo lacerare, per capire quali tra i nuovi movimenti appartengano al composito <em>phylum</em> (ma è una vera e propria <em>treccia</em> composta di tanti fili) che per comodità o richiamo a una tradizione chiamiamo «Sinistra», e quali invece al <em>phylum</em> che chiamiamo «Destra».</p>
<p><strong>2.b.</strong> Per capirci: io credo che gli <em>Indignados</em> spagnoli siano di sinistra. Si tratta di un movimento egualitario, anticapitalista, non privo di interlocutori a sinistra e indubbiamente ostile a ogni destra politica e sociale.<br />Di contro, il «grillismo» mi appare sempre più come un movimento di destra: diversivo, <a title="che?" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Poujadismo">poujadista</a>, sovente forcaiolo, indifferente a ogni tradizione (anche recente) culturale e di lotta, noncurante di ogni provenienza politica.</p>
<p><strong>2.c.</strong> Esistono discorsi e circostanze in cui il concetto di “Sinistra” è messo in discussione «da sinistra», in quanto insufficiente, inadeguato, eccessivamente inscritto in una rappresentazione parlamentare o para-parlamentare.<br />Il filosofo <strong>Alain Badiou</strong>, in <a href="http://www.ibs.it/code/9788885414938/badiou-alain/comune-parigi-una.html">una celebre conferenza sulla Comune di Parigi</a>, ha proposto di chiamare «sinistra»</p>
<p>«l’insieme del personale politico parlamentare che si dichiara il solo capace di assumere le conseguenze generali di un movimento politico popolare singolare. O, in un lessico più contemporaneo, il solo capace di fornire un ‘esito politico’ ai ‘movimenti sociali’.»</p>
<p>In questo senso, secondo Badiou, la Comune di Parigi fu una rottura con la sinistra, poiché «non rimise il proprio destino nelle mani dei politici competenti» per poi, come sempre accade, lamentarsi del loro «tradimento». Per Badiou «questa volta, quest’unica volta, il tradimento fu invocato come uno stato di cose al quale ci si doveva finalmente sottrarre, e non come una conseguenza disgraziata di quanto si era scelto».</p>
<p><strong>2.d.</strong> Il linguista cognitivista <strong>George Lakoff</strong> (esponente della sinistra “liberal” statunitense) ha più volte criticato la rappresentazione destra-sinistra, perché fa pensare che le persone siano allineate l’una l’accanto all’altra su un piano bidimensionale, e che si possa procedere con continuità da “quello più a destra” a “quello più a sinistra”. Invece, dice Lakoff, la realtà è multilineare e multidimensionale, il modo in cui si formano le nostre idee è complesso ed esistono molte persone «biconcettuali», ovvero progressiste su alcuni temi e conservatrici su altri.<br />La coppia antitetica progressista/conservatore mi suona ben più problematica e insoddisfacente di destra/sinistra, ma non mi interessa criticarla in questa sede. Quello di Lakoff è un discorso che in Italia possiamo capire senza sforzi: una grossa fetta di «popolo cattolico» è composta da biconcettuali: «di sinistra» su molte questioni sociali ed economiche, «di destra» in materia di questioni di genere, sessualità, diritti civili.</p>
<p><strong>2.e.</strong> La rottura prodotta dagli<em> Indignados</em> nei confronti della sinistra spagnola mi sembra sintetizzare – in modo precario, transitorio – queste due impostazioni: il 15 maggio 2011 si è trattato di sottrarsi al «tradimento come stato di cose», e al tempo stesso di parlare al maggior numero di persone possibile, di raggiungere le parti «progressiste» dei cervelli biconcettuali, e di farlo non a colpi di mediazioni al ribasso, bensì scompigliando l’antinomia: «Non siamo di destra né di sinistra: siamo <em>los de abajo</em>», ovvero quelli di sotto, quelli che vengono dal basso.</p>
<p><strong>3. «STORICIZZARE AL MASSIMO»</strong></p>
<p><strong>3.a.</strong> Il difetto del discorso di Lakoff è che non sembra esserci posto per la storia. In questo, Lakoff è molto americano, il suo mondo è tutto <em>sincronico</em>, schiacciato sull’adesso.<br />«Storicizzare sempre!», intimava <strong>Fredric Jameson</strong>, con tanto di punto esclamativo, all’inizio del suo capolavoro <em>L’inconscio politico</em> (1981). «Storicizzare al massimo, per lasciare meno spazio possibile al trascendentale», disse <strong>Michel Foucault</strong> in un dibattito del 1972.<br />La sostanza del concetto di «Sinistra» può essere capita solo con un approccio <em>diacronico</em> che ne ripercorra la genealogia e le trasformazioni. «Sinistra» è qualcosa che discende i fili del tempo in un certo modo, a partire dalla Rivoluzione francese, e si evolve attraversando due secoli di lotte.</p>
<p><strong>3.b.</strong> Io stesso penso che «Sinistra» non basti a descrivere le mie posizioni, e trovo utile aggiungere precisazioni e qualificazioni. Io non sono semplicemente di sinistra: io mi riconosco in un <em>phylum</em> di idee rivoluzionarie e lotte per l’uguaglianza che attraversa i secoli; penso che la specie umana – previa una rottura radicale nella temporalità in cui siamo immersi – debba avviare la fuoriuscita dal capitalismo; penso che l’obiettivo da realizzare sia la società senza classi etc. Un mio amico usava dire: «Io non sono di sinistra: sono comunista!»<br />Tuttavia, è chiaro che se devo semplificare ed evitare di aprire troppe parentesi, non mi faccio problemi a dire che sono di sinistra.</p>
<p><strong>3.c.</strong> Ricapitolando: in certi casi il concetto di «Sinistra» è criticato per la sua insufficienza da punti di vista che si sono formati nel <em>phylum</em> della sinistra rivoluzionaria. A questo proposito, si possono citare gli anarchici, ma anche gli zapatisti.<br />Di solito, in questi casi, la dichiarazione di «non-appartenenza lineare» si accompagna a pratiche egualitarie, alla presenza di interlocutori «privilegiati» a sinistra e all’ostilità verso qualunque destra. A diverse latitudini e in diverse fasi del loro percorso, nonostante i problemi, tanto gli anarchici quanto gli zapatisti hanno cooperato con diverse correnti della sinistra.</p>
<p><strong>3.d.</strong> Certo, può anche succedere che movimenti originariamente di sinistra cerchino interlocutori a destra, o meglio, tra i fascisti. Nella storia del nostro <em>phylum</em> ricorrono confusionismi e infiltrazioni, orridi esperimenti «rosso-bruni», «nazi-maoisti», «terze posizioni» etc.<br />Il fascismo stesso, fin dalla nascita, si presenta come una «terza posizione». Il fascismo è un prodotto dello spavento, sorge e si diffonde per reazione alle lotte del movimento operaio e bracciantile. L’ascesa del fascismo è l’oscillare del pendolo a destra dopo l’oscillazione a sinistra del Biennio Rosso. Il Nemico n.1 è la Bestia Proletaria che ha osato alzare la testa. La cattiva coscienza del fascismo nei confronti della sinistra (dalla quale il suo Duce e molti suoi dirigenti provengono) e dell’arditismo (dal quale provengono svariati squadristi, benché in minor numero di quanto si pensi, e nel cui alveo si è formato l’unica formazione che ha opposto resistenza armata allo squadrismo, ovvero gli <strong>Arditi del Popolo</strong>) si manifesta nell’adozione di simboli e nell’imitazione di retoriche degli avversari. La stessa parola «fascio» viene prelevata nel <em>phylum</em> della sinistra (i «fasci operai», i «fasci siciliani dei lavoratori»), e resa inutilizzabile.<br />Il fascismo vince e la memoria degli avversari diviene bottino di guerra: il vincitore si presenta come unica forza popolare e unico nemico del capitalismo che ha appena salvato (o meglio, di una più vaga e comodamente denunciabile “plutocrazia”). Facendosi regime, il fascismo carpisce lo spirito vitale dei nemici che ha sconfitto.</p>
<p><strong>4. GRILLISMO E FALSI EVENTI</p>
<p></strong></p>
<p><strong>4.a.</strong> C’è un modo più «normalizzante» e <em>di destra</em> (nonché largamente maggioritario) di dichiararsi né di destra né di sinistra. Qui l’attitudine è: «rossi e neri sono tutti uguali» (cfr. la celeberrima scena di <em>Ecce Bombo</em> in cui <strong>Nanni Moretti</strong> attribuisce a generici «film di Alberto Sordi» la responsabilità di tale cliché). Si afferma l’equivalenza e l’indistinguibilità tra diversi percorsi e storie. Si getta tutto nel mucchio, occultando il conflitto primario – quello che a cui i concetti di «Destra» e «Sinistra» continuano ad alludere, anche se più flebilmente che in passato, ossia la lotta di classe – in nome di surrogati, diversivi, conflitti sostitutivi come quello tra la «gente» e i «politici», la «casta» etc.</p>
<p><strong>4.b.</strong> Il grillismo non è solo un «caso di studio»: è un’urgenza, un problema da affrontare quanto prima. In uno spazio «né di destra né di sinistra», retoriche e pratiche in apparenza vicine a quelle dei movimenti euroamericani di cui sopra vengono «risemantizzate» e messe al servizio di discorsi ben diversi. Le energie di molti benintenzionati, in maggioranza giovani o addirittura giovanissimi, sono incanalate in un discorso in cui sono rinvenibili elementi di criptofascismo.<br />Non mi riferisco solo allo spettacolare <em>Führerprinzip</em> che il movimento mette in mostra durante le sue adunate pubbliche con ex-cabarettista sbraitante, fin dal celebre «V-Day» dell’8 settembre 2007. E’ senz’altro l’elemento più appariscente, ma da solo non giustificherebbe l’uso dell’espressione «criptofascismo».</p>
<p><strong>4.c.</strong> Il prefisso «cripto» deriva dal greco, e lo si usa per qualcuno che nasconde (di solito male) la sua vera natura. «Criptofascista» allude a un discorso cifrato, decrittando il quale si trova un <em>animus</em> fascistoide. Di solito tale «cifratura» si riscontra nei movimenti di impronta qualunquista / poujadista / destrorso-populista etc. Tra questi ultimi si può annoverare la Lega Nord.<br />La cifratura del grillismo è molto peculiare. Il nocciolo criptofascista è avvolto da fitti banchi di nebbia e fuffa. Il modo in cui il movimento descrive se stesso trasuda di quella retorica dei «processi dal basso» che il grillismo ha avuto in dote dai movimenti altermondialisti di inizio secolo e si è adoperato a ricontestualizzare. Per molti versi, il grillismo è un prodotto della sconfitta dei movimenti altermondialisti: ha occupato lo spazio lasciato vuoto da quel riflusso. Per citare Žižek che parafrasa Benjamin: «Ogni fascismo è testimonianza di una rivoluzione fallita».</p>
<p><strong>4.d.</strong> Il dirigente grillino <strong>Giovanni Favia</strong>, per descrivere il «Movimento 5 Stelle», <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/18/m5s-guida-per-opinionisti-negligenti/112027/">ha usato il concetto deleuzo-guattariano di «rizoma»</a>. Metafora botanica, il «rizoma» indica una distribuzione di messaggi e/o produzione di concetti non-gerarchica né lineare, che può passare da un punto qualsiasi a un altro punto qualsiasi, muovendosi potenzialmente in qualunque direzione. Deleuze e Guattari contrapposero il rizoma all’albero, metafora che indica l’esatto opposto: una struttura verticale e gerarchica, funzionante per passaggi obbligati da un centro alle sue periferie.<br />Tuttavia, Beppe Grillo è proprietario unico del logo e del nome «Movimento 5 Stelle», ed è lui a decidere insindacabilmente chi possa usarlo. Percorso obbligato tipico di una struttura arborescente, cioè l’opposto del rizoma.</p>
<p><strong>4.e.</strong> La retorica autoreferenziale e auto-elogiativa del grillismo è mistificante. Non è su di essa che dobbiamo concentrarci, ma sui modi in cui il movimento addita e descrive i propri <em>nemici</em>.<br />Presso il grillismo, l’individuazione del nemico è sempre <em>diversiva</em>. In questo, è in «buona» compagnia: in Italia, negli ultimi anni, abbiamo visto movimenti tutti focalizzati sulla «disonestà dei politicanti», sui privilegi della «casta» etc. Sono problemi veri, e al contempo falsi bersagli: le decisioni importanti sull’economia non vengono prese a Roma, perché il potere capitalistico sovranazionale non autorizza la politica in tal senso.<br />Diceva tempo fa <a href="http://uomoinpolvere.tumblr.com/">un compagno</a>: «’Ce lo chiedono i mercati’ è il nuovo ‘Sento le voci nella testa’. Puoi fare le peggiori cose e nessuno ti riterrà responsabile!» «Ce lo chiedono i mercati» è il tormentone di un’epoca in cui la politica è esautorata. Qualunque discorso sulla «Casta», anche quando basato su dati di fatto reali, alimenta una strategia di depistaggio e impedisce di individuare e attaccare i nemici veri.</p>
<p><strong>4.f.</strong> Certo, anche il grillismo si occupa di economia e, seppure disordinatamente, denuncia la subalternità a essa della politica. Tuttavia, nel farlo, non può fare a meno di introdurre ulteriori diversivi e simulacri. Ad esempio, incanala la critica ai meccanismi finanziari in un discorso paranoide contro il cosiddetto «signoraggio», cavallo di battaglia di vari complottismi destrorsi. A lungo il grillismo si è valso della consulenza di <strong>Eugenio Benetazzo</strong>, bizzarra figura di economista che si definisce «fuori dal coro», più volte ospite di iniziative del partito neofascista Forza Nuova.</p>
<p></p>
<p><strong>4.g.</strong> I movimenti che si concentrano a lungo su falsi bersagli diventano, per dirla con Badiou, «fedeli a falsi eventi».<br />Falso evento è anche la «rivoluzione di Internet» come la descrive il grillismo: processo unilateralmente positivo, salvifico, che promette la risposta a ogni problema. L’approccio alla rete è all’insegna di un <a title="leggi" href="http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=5241">feticismo digitale</a> e di una sorta di «animismo» che vede nella tecnologia una forza autonoma, trascendente le relazioni sociali e le strutture che invece la plasmano, determinandone sviluppo e adozione. La Rete diventa una sorta di divinità, protagonista di una narrazione escatologica in cui scompaiono i partiti (nel senso originario di fazioni, differenze organizzate) per lasciare il posto a una società mondiale armonica, organicista. L’utopia di un uomo è la distopia di un altro.<br />A chi pensa che stia esagerando, consiglio il video «Gaia. Il futuro della politica», realizzato nel 2008 dalla Casaleggio &amp; Associati, agenzia di pubblicità e web-marketing organica al grillismo. Guardandolo, mi è tornato alla mente il concetto coniato dallo storico americano <strong>Jeffrey Herf</strong> per descrivere il tecno-entusiasmo delle destre tedesche tra le due guerre mondiali: «modernismo reazionario».</p>
<p><a title="guarda il video" href="http://www.youtube.com/watch?v=9mYgbCW8XNA&amp;feature=player_embedded">GUARDA IL VIDEO: GAIA IL FUTURO DELLA POLITICA</a></p>
<p>Va ricordato che non più di un decina di anni fa Beppe Grillo demonizzava i computer e li sfasciava sul palco durante i suoi spettacoli. Adesso li osanna ed esalta la rete libera e bella, il «popolo della rete» etc.</p>
<p><a title="guarda" href="http://www.youtube.com/watch?v=4jdHN4edCqA&amp;feature=player_embedded">GUARDA IL VIDEO: BEPPE GRILLO DISTRUGGE UN COMPUTER</a></p>
<p><strong>5. DOVE L’ASINO CASCA: GRILLISMO E IMMIGRAZIONE<br /></strong></p>
<p><strong>5.a.</strong> E’ la tematica dell’immigrazione quella in cui il discorso grillino si fa più decifrabile e lascia trasparire l’<em>animus</em> fascistoide. Il blog di Grillo offre non poche «perle» in tal senso. Ecco <a href="http://nullrefer.com/?http://www.beppegrillo.it/2007/10/i_confini_scons/index.html">un’arringa contro romeni e zingari</a> risalente all’ottobre 2007:</p>
<p>«Un Paese non può SCARICARE SUI SUOI CITTADINI i problemi causati da decine di migliaia di rom della Romania che arrivano in Italia. L’obiezione di Valium [Romano Prodi, N.d.R.] è sempre la stessa: la Romania è in Europa. Ma cosa vuol dire Europa? MIGRAZIONI SELVAGGE di persone senza lavoro da un Paese all’altro? Senza la conoscenza della lingua, senza possibilità di accoglienza? Ricevo ogni giorno centinaia di lettere sui rom. E’ un vulcano, una BOMBA A TEMPO. Va disinnescata. Si poteva fare una MORATORIA per la Romania, è stata applicata in altri Paesi europei. Si poteva fare un serio controllo degli ingressi. Ma non è stato fatto nulla. Un governo che non garantisce la sicurezza dei suoi cittadini a cosa serve, cosa governa? CHI PAGA per questa insicurezza sono i più deboli, gli anziani, chi vive nelle periferie, nelle case popolari.<br />Una volta i confini della Patria erano sacri, i politici li hanno sconsacrati.»</p>
<p><strong>5.b.</strong> Non esiste quasi più discorso razzista che non sia fatto… in nome dell’antirazzismo. E’ in nome dell’antirazzismo che il grillismo fomenta l’odio. Cito da un altro articolo del blog di Beppe Grillo, pubblicato nel maggio 2011 e intitolato <a href="http://nullrefer.com/?http://www.beppegrillo.it/2011/05/un_clandestino_e_per_sempre/index.html">«Un clandestino è per sempre</a>»:</p>
<p>«In Italia sono entrati 20.000 TUNISINI, della maggior parte di loro non si sa più nulla, che fine abbiano fatto. Pochi sono riusciti ad arrivare in Francia. Vagano per la penisola senza sapere una parola di italiano. In nessuno Stato del mondo questo è permesso con una tale SERENITÀ D’ANIMO, da noi si. Il motivo è semplice, sono utili ai profitti delle aziende, ai partiti, alle mafie. Il clandestino è MULTIUSO come un coltellino svizzero. Per ricevere qualcuno a casa tua devi disporre delle risorse per farlo. Dargli un lavoro dignitoso, un letto, organizzare l’integrazione. Altrimenti devi interrogarti se stai giocando con la DINAMITE e con il futuro della tua nazione.»</p>
<p>Si parte dalla denuncia dello sfruttamento di cui sono vittime i clandestini, e si arriva alla conclusione che bisogna impegnarsi a respingerli, in nome della nazione. Una premessa umanitaria, capace di blandire la parte progressista ed egualitaria di un cervello «biconcettuale», apre la via a un discorso che ne vellica la parte conservatrice e razzista.</p>
<p><strong>5.c.</strong> Grillo alza un polverone sensazionalistico ed eccezionalistico («Solo in Italia!») per un numero irrisorio di tunisini sbarcati nella primavera 2011. E’ la stessa impostazione truffaldina dell’allora ministro degli interni Maroni, il quale parlò di inesistenti «maree di immigrati» e reclamò un aiuto da parte dell’UE, che gli rispose con un misto di disprezzo e commiserazione.<br />Parlare di lassismo e «serenità d’animo» in tema di immigrazione equivale a occultare leggi criminali e criminogene come la Turco-Napolitano, la Bossi-Fini e i vari «pacchetti sicurezza». A produrre clandestinità non sono presunte politiche lassiste, bensì, all’opposto, politiche troppo restrittive e vessatorie, in parte disfunzionali anche dal punto di vista capitalistico, concepite per soddisfare una parte di elettorato il cui razzismo eccede quello strutturale e «sistemico» necessario a regolare il mercato del lavoro.<br />Una mistificazione presente in molti testi prodotti da Grillo e del suo movimento consiste nel dire che l’accoglienza ai migranti favorirebbe la Lega Nord. Al contrario, è la mancata accoglienza a favorirla. La Lega ha sempre avuto interesse a mantenere una situazione criminogena che producesse clandestinità e quindi disagio da additare e stigmatizzare.<strong></strong><br />A seguire, si capovolge la realtà: Grillo, in pratica, sostiene che l’Italia non avrebbe le risorse per mantenere gli immigrati. Ma secondo il «Sole 24 Ore», si dovrebbe proprio agli immigrati (l’8% della popolazione italiana) <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/05/italia-colori.shtml?uuid=eef59f24-4a91-11de-b219-4e35f9c290e3">il 10% del nostro PIL</a>. Gli immigrati lavorano, pagano contributi all’INPS e permettono all’ente di erogare le pensioni ai nostri anziani. Ammesso che abbia senso distinguere tra «noi» e «loro», sono loro a produrre le risorse per mantenere molti di noi.</p>
<p><strong>5.d.</strong> Una volta dispersa la fuffa, del discorso grillino sui migranti non resta che il nocciolo razzista e fascistoide.</p>
<p><strong>Wu Ming 1</strong></p>
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		<title>Tanto rumore per nulla.</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 16:31:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Guastella</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.risvegliati.it/blog/31-12-2011/tanto-rumore-per-nulla.html/top_sdraio" rel="attachment wp-att-3250"><img class="alignleft size-medium wp-image-3250" title="top_sdraio" src="http://www.risvegliati.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/top_sdraio-300x106.jpg" alt="" width="300" height="106" /></a>Così com&#8217;era prevedibile il vicesindaco si è dimesso. Ma la domanda è: &#8221; si dimesso per colpa della norma salva parenti o perchè il gruppo di medici e cattedratici che si richiamano a Sel ha deciso di fare un passo indietro per farne venti in avanti?&#8221; <br /><strong>Gli appettiti di potroncine e sedie a sdraio dentro quella congrega è allucinante.</strong> Hanno una fame di incarichi che risale al tardo medioevo. <span style="text-decoration: underline;">Cercano di mascherare questa voglia, evidente come una grossa macchia di sugo, con una azione che profuma di morale, ma non ci sono riusciti.</span><br />Si sono traditi subito, infatti leggendo le prime dichiarazioni della Mustile &amp; C. si capisce che stanno giocando a poker, bluffano per rilanciare: <em>“Sel è più forte di prima, al sindaco Nicosia chiederà di più, più di quello che ha, perché Sel amministra bene e deve essere premiato”. </em><br />L&#8217;unica occasione che avevano per dimostrare di avere qualcosina di sinistra l&#8217;hanno bruciata miseramente. <br />Ne prediamo atto, noi abbiamo creduto seriamente nell&#8217;unità della sinistra loro amano esclusivamente gozzovigliare tra incarichi e poltrone un po&#8217; come Cetto Laqualunque, anche se il ciuffo l&#8217;hanno perso già da tempo.</p>
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