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	<title>Risvegliati.it</title>
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	<description>Portale dei Giovani Comunisti Circolo &#34;P. Impastato&#34; di Vittoria</description>
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		<title>E&#8217; l&#8217;ignoranza che crea l&#8217;intolleranza!</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 17:02:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danila Lutri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[‘E’ l’ignoranza che crea l’intolleranza!’. Recitava così la celebre canzone del gruppo salentino. Dal 2007, il 17 maggio di ogni anno si celebra la Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia quale momento di riflessioni e azioni per denunciare e lottare contro ogni violenza fisica, morale o simbolica legata all’orientamento sessuale. Il 17 maggio è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.risvegliati.it/blog/17-05-2012/e-lignoranza-che-crea-lintolleranza.html/omofobia" rel="attachment wp-att-5048"><img src="http://www.risvegliati.it/blog/wp-content/uploads/2012/05/omofobia-300x219.jpg" alt="" width="300" height="219" class="alignleft size-medium wp-image-5048" /></a>‘E’ l’ignoranza che crea l’intolleranza!’. Recitava così la celebre canzone del gruppo salentino.<br />
Dal 2007, il 17 maggio di ogni anno si celebra la Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia quale momento di riflessioni e azioni per denunciare e lottare contro ogni violenza fisica, morale o simbolica legata all’orientamento sessuale. Il 17 maggio è stato scelto perché è la ricorrenza dalla rimozione dell’omosessualità dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale delle malattie pubblicata dall’Organizzazione mondiale della sanità avvenuta nel 1990. Quel preciso giovedì del 1990 l’omosessualità fu rimossa dall’elenco delle malattie mentali nella classificazione internazionale delle malattie dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Nel 2007, l’Unione Europea ha ufficialmente stabilito questa data come Giornata Internazionale contro L’Omofobia e la Transfobia<br />
 Perché è così importante? Perché significa che tutte le volte che una persona afferma “gli omosessuali sono malati”, si sta sbagliando. Questa persona, a prescindere dal suo sistema di valori, dalla sua religione, dalla sua cultura, è ignorante, nel senso che ignora, ed è in torto. Almeno per una volta, mettiamo le cose in chiaro. L’omosessualità è un orientamento sessuale (e non una preferenza), come lo sono l’eterosessualità e la bisessualità. Nello specifico, si tratta dell&#8217;attrazione, sul piano affettivo e sessuale, per persone dello stesso sesso.<br />
Nello stesso giorno della giornata contro l’omofobia a Salerno succede questo: &#8211; censurata dall&#8217;amministrazione comunale la decisione della commissione Pari Opportunità. La Cpo aveva votato a maggioranza la pubblicazione di un manifesto raffigurante due uomini che si baciano per pubblicizzare la giornata nazionale contro l&#8217;omofobia e la seconda edizione di «Liberi tutti», manifestazione di letteratura gay, trans e lesbica per sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica. Il manifesto avrebbe dovuto essere affisso il 17 maggio, ma è stato bocciato dai delegati del sindaco in commissione, nonostante il parere favorevole della maggioranza dei membri. Una &#8220;censura&#8221; motivata dalla necessità, espressa dall&#8217;assessore Paolo Cuozzo e dalla presidente Marika Calenda, secondo cui il Comune ed il sindaco sarebbero tenuti a tutelare anche i cittadini che potrebbero ritenere il manifesto «provocatorio». Noi intendiamo altro per provocazione e poi verso chi?!<br />
Per non parlare delle ultime affermazione del papa e del clero; Sono secoli ormai che la Chiesa si scaglia contro tutto ciò che non si conforma ai propri dogmi, quindi non stupiscono i numerosi attacchi che la comunità lgbt continua a subire ogni settimana. ’’I gay sono aberranti, animali, peccatori’’. Questi sono gli ultimi, caritatevoli, commenti che giungono dalle alte sfere ecclesiastiche sui gay. Quel che è certo è che questo tipo di comunicazione aumenta solo il clima di tensione già alto nel nostro paese nei confronti di tutto ciò che è &#8220;diverso&#8221;. L&#8217;omosessualità in primis. Il discorso di Papa Ratzinger tenuto di fronte al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, la mattina del 11 gennaio 2010, non fa altro che dare nuovi agganci a chiunque voglia legittimare la propria omofobia. Loro che si dicono caritatevoli solidali e pronti ad accettare il prossimo!<br />
 Ancora una volta, il Vaticano si mette alla testa del monoteismo omofobo nel tentativo di frenare o di cancellare l’inarrestabile ondata di riforme volte a garantire l’uguaglianza dei diritti tra omosessuali ed eterosessuali.<br />
In Italia viviamo ancora oggi, scene oltraggiose riguardanti gli omosessuali: minacce, violenza, anche &#8220;semplici&#8221; sguardi di superiorità, che traumatizzano la vita di chiunque, non solo degli omosessuali. oggi però ,17 maggio , è la giornata contro l&#8217;omofobia e la transfobia: contro quelli che vivono con i paraocchi, con i pregiudizi, con la cattiveria.<br />
 E&#8217; ora di dire BASTA agli insulti, alla violenza psicologica e fisica, alle aggressioni  nei confronti di RAGAZZI come noi,<br />
che potrebbero essere amici, parenti e addirittura fratelli e sorelle, che solo perché sono omosessuali vengono presi di<br />
mira addirittura da persone dello stesso nucleo familiare, che lo vedono diverso da loro. Nel 2012 siamo, purtroppo, ancora vittime di tutto questo. Io trovo una &#8220;malattia&#8221; l&#8217;ignoranza e il disinteresse della gente,<br />
&#8221;Io ho ribrezzo per i privilegi inutili dati a una delle forme più ignoranti e meschine che esistano, come la chiesa che ancora oggi rifiuta l&#8217;amore tra lo stesso sesso, e  non se una donna ama un&#8217;altra donna, o se un uomo ami un uomo. Questa è normalità.<br />
NO ALL&#8217;OMOFOBIA &#8211; 17 MAGGIO GIORNATA CONTRO L&#8217;OMOFOBIA E LA TRANSFOBIA.</p>
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		<title>Quello che (non) ho. L&#8217;indiano Saviano che si guadagna il sole.</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 16:17:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gentile</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quello che (non) ho si è guadagnato il sole. Ad un anno e mezzo dal risultato di vieni via con me, il prodotto quello che (non) ho si rivela di successo. Nel corso delle tre puntate trasmesse sulla rete La7, in tre sere consecutive, ha ottenuto un risultato d&#8217;ascolto vicino ai tre milioni di telespettatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small">Quello che (non) ho si è guadagnato il sole. Ad un anno e mezzo dal risultato di <em>vieni via con me</em>, il prodotto <em>quello che (non) ho</em> si rivela di successo. Nel corso delle tre puntate trasmesse sulla rete La7, in tre sere consecutive, ha ottenuto un risultato d&#8217;ascolto vicino ai tre milioni di telespettatori di media per puntata e uno share oltre il 13%. Registra il record assoluto del canale quando si sintonizzano, intorno alle 22, quattro milioni di telespettatori. Oltre tre ore di trasmissione, con stacchi pubblicitari lunghi e redditizi. Sottofondo originale l&#8217;eco delle voci della dirigenza di Viale Mazzini, che riporterebbe volentieri Saviano al servizio pubblico. Forse sin dall&#8217;autunno, considerata l&#8217;estensione di <em>Che tempo che fa</em> al lunedì. Sicuramente un tentativo di rimediare al grossolano errore (quantomeno remunerativo) dell&#8217;estate, quando allontanarono lo scrittore napoletano che firmò un contratto di due anni con La7.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <a href="http://www.risvegliati.it/blog/17-05-2012/quello-che-non-ho-lindiano-saviano-che-si-guadagna-il-sole.html/indiano-1-2" rel="attachment wp-att-5039"><img class="alignright size-full wp-image-5039" src="http://www.risvegliati.it/blog/wp-content/uploads/2012/05/indiano-11.jpg" alt="" width="162" height="160" /></a><span style="font-size: small">Successo mediatico frutto di consapevoli scelte autoriali: è stato intrapreso un percorso di narrazione resistente alla logica di facile consumo dell&#8217;era della televisione del dominio del video. Le parole riescono a svincolarsi dalla morsa della ripetitività grossolana del medium, perché racchiudono in sé storie. In ogni storia, un emozione, un ricordo, un sogno. Intimità esistenziale. Per essere salvate e raccontate, queste storie hanno però bisogno di essere rigidamente contestualizzate e canonizzate in forma liturgica, in rito collettivo. Saviano e i lettori celebri del cerimonioso reading assumono aurea sacrale, nella scenografia trascendentale della cattedrale delle Officine di riparazione torinesi. Fedeli che rispondono amen con il telecomando, offerte che fioccano copiose nel cestino delle offerte (della pubblicità). Al sole della prateria che scompare, sciamani indiani tramandano l&#8217;esperienza delle parole alla loro tribù.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small">La lunga carovana dei coloni della televisione antiestetica avanza inesorabile verso l&#8217;ovest, per occupare le terre selvagge e ha ormai relegato l&#8217;etnia degli indiani della narrazione nelle riserve. Spazi ben delimitati nella distesa dei palinsesti generalisti, sempre più esigui.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small">Non è la prima rete e ormai (non più) servizio pubblico, per ciò che possiamo considerare evento televisivo, cerimoniale dell&#8217;annunciazione. A cogliere i frutti è La7, imprenditoria di privati. La controprova (qualora ce ne fosse l&#8217;ulteriore bisogno) dell&#8217;impoverimento – non solo culturale, di idee, ma anche, senza alcun dubbio, economico, che in tempi di crisi così pare un reato – della Rai causato dalla lottizzazione partitica del regime berlusconiano e della seconda repubblica post &#8211; tangentista. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small">In sella ai loro cavalli, hanno puntato il mirino i critici: la liturgia in televisione è noiosa, drammatica. Sparano, forse non a torto, nelle logiche della conquista del west. Dimenticano, colpevolmente, il desolante vuoto della prateria intorno a loro. Da tempo ormai sui canali, vediamo rotolare la paglia dei vecchi residui di una televisione assonnata e incapace di leggere il presente nell&#8217;assenza del futuro. In un domani senza storie, appare necessario raccontare. Mazzetti, Fazio e Saviano (e i notevoli autori alle loro spalle) provano comunque a colmare un vuoto. Forse per questo, trovano necessario abbandonarsi alla celebrazione del rito. Sembrano indiani, credono e raccontano.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-size: small">Mettere al centro di tutto l&#8217;elemento singolo, unico, indivisibile. Ritorno all&#8217;essenzialità. La parola. Da qui, il viaggio, nel mare del linguaggio, verso l&#8217;emozione. Portare oltre, con la voce. Svuotare la televisione dell&#8217;immagine per farsi traghettare sino ai confini della radio. Rette infinite che passano dal centro, che sia </span><em>sempre</em><span style="font-size: small">, </span><em>libertà</em><span style="font-size: small"> o </span><em>pomodoro</em><span style="font-size: small">, </span><em>quaderno</em><span style="font-size: small"> o </span><em>ponte</em><span style="font-size: small">, </span><em>tempo</em><span style="font-size: small"> o </span><em>pane</em><span style="font-size: small">, per perdersi nelle proprie direzioni. E l&#8217;indiano Saviano, con la tragedia di Beslan e i </span><em>laogai</em><span style="font-size: small">, con l&#8217;Eternit e il lavoro, ha raccontato le storie più disumanizzanti. Ha mostrato fette di orrore. Lentamente (forse sin troppo), con schiettezza didascalica presentato il dramma del quotidiano. Un rito in una dimensione semplice, di prato e animali e nuvole.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small">Eppure guadagnare il cielo non è semplice. Richiede il coraggio di abbandonare il canone, deformare il rito e diventare narrazione. Sincera e semplice, espressione rivoluzionaria diretta, pura verità. Come per raccontare la storia di indiani che subiscono il furto dell&#8217;esistenza. Quello che questa trasmissione non ha e che (forse) manca.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small">A.</span></p>
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		<title>La Scuola Pubblica nel sistema valutativo INVALSI</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 18:11:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Di Corrado</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Consulta Giovanile]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri lunedì 14 maggio, in Sala Mandarà a Vittoria si sono riuniti rappresentanti degli studenti, dei docenti e dei dirigenti scolastici per dibattere insieme al mondo scolastico sulle modalità e finalità delle prove Invalsi. Dai test Invalsi la Scuola Pubblica non trae alcun giovamento, è quanto emerso dalla riunione organizzata dal direttivo della Consulta alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.risvegliati.it/blog/15-05-2012/la-scuola-pubblica-nel-sistema-valutativo-invalsi.html/logo-consulta" rel="attachment wp-att-5026"><img class="alignleft size-full wp-image-5026" src="http://www.risvegliati.it/blog/wp-content/uploads/2012/05/Logo-Consulta.jpg" alt="" width="158" height="76" /></a>Ieri lunedì 14 maggio, in Sala Mandarà a Vittoria si sono riuniti rappresentanti degli studenti, dei docenti e dei dirigenti scolastici per dibattere insieme al mondo scolastico sulle modalità e finalità delle prove Invalsi.</em></p>
<p><strong><em>Dai test Invalsi la Scuola Pubblica non trae alcun giovamento</em></strong><em>, è quanto emerso dalla riunione organizzata dal direttivo della Consulta alle Politiche Giovanili e dell&#8217;Istruzione Secondaria Superiore e Universitaria. Essi mirano a misurare e non valutare il livello di conoscenze degli studenti italiani, cercano di standardizzare gli studenti e gli insegnanti, non tengono conto degli studenti con difficoltà d’apprendimento o diversamente abili.</em></p>
<p><em>Le prove Invalsi, inoltre, non prevedono differenziazioni per il contesto sociale in cui si trova lo specifico istituto scolastico. In determinati quartieri le scuole non hanno solo il compito di accrescere le conoscenze nozionistiche degli studenti, bensì i docenti hanno il dovere di interessare lo studente più difficile, fargli comprendere il potere dell’istruzione, che da sempre ha svolto la funzione di ascensore tra classi sociali, limitare la dispersione scolastica e di conseguenza far diminuire la criminalità giovanile.</em></p>
<p><em>In un periodo di crisi il governo sceglie di spendere importanti risorse per sovvenzionare un test senza alcuno scopo formale piuttosto che investire sulla precaria edilizia scolastica e su corsi di formazione e aggiornamento degli insegnanti.</em></p>
<p><strong><em>Alcuni insegnanti cercano pure di “ammaestrare” gli alunni allo svolgimento del test,</em></strong><em> istigandoli anche in tenera età, a pensare a crocette piuttosto che invogliarli a sviluppare la loro creatività, a volte anche suggerendo l’acquisto di testi extrascolastici specifici a spese delle famiglie. Questi atteggiamenti, seppur comprensibili da una classe docente che si sente anch’essa sotto giudizio, degenerano lo scopo formale del test Invalsi e inficiano ulteriormente i risultati, puramente statistici, che da esso dovrebbero scaturire.</em></p>
<p><strong><em>Ogni processo valutativo, soprattutto se applicato a fasce così ampie di popolazione, deve avere alle spalle una solida e condivisa teoria dei valori, raggiungibile solo dopo un dibattito sociale e culturale tra le parti interessate, aspetto totalmente tralasciato dai vertici del Ministero dell’Istruzione.</em></strong></p>
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		<title>Vivere il nostro tempo: pensare globale, agire locale</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 06:22:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Guastella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[angolo dei diritti e del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[global local]]></category>
		<category><![CDATA[lucifora]]></category>

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		<description><![CDATA[l’angolo dei diritti e del lavoro &#160; di Giovanni Lucifora La rapidità con cui accadono gli avvenimenti oggi nel mondo ci ha fatto precipitare in un’epoca dove è difficile metabolizzare i cambiamenti;  così, nel volgere di un decennio, tutte le certezze sulle quali avevamo costruito le nostre aspettative sono crollate, lasciando in ciascuno di noi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="right">l’angolo dei diritti e del lavoro</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;" align="center"><strong>di Giovanni Lucifora</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.risvegliati.it/blog/14-05-2012/vivere-il-nostro-tempo-pensare-globale-agire-locale.html/glocal-logo1" rel="attachment wp-att-5018"><img class="alignleft size-medium wp-image-5018" title="GLOCAL LOGO1" src="http://www.risvegliati.it/blog/wp-content/uploads/2012/05/GLOCAL-LOGO1-300x235.png" alt="" width="300" height="235" /></a>La rapidità con cui accadono gli avvenimenti oggi nel mondo ci ha fatto precipitare in un’epoca dove è difficile metabolizzare i cambiamenti;  così, nel volgere di un decennio, tutte le certezze sulle quali avevamo costruito le nostre aspettative sono crollate, lasciando in ciascuno di noi un senso di smarrimento misto a paura e angoscia per il futuro che ci attende. L’avanzare impetuoso dell’Era Digitale ha risucchiato come in un grande trituratore il pensiero filosofico che ha supportato, per oltre un secolo, l’affermarsi dell’Era Industriale unitamente a tutti gli strumenti nati per consolidare il nuovo assetto produttivo-economico-politico. Così, improvvisamente, Capitalismo e Comunismo, come modalità di esercizio del potere, televisione e  giornali, come modi di trasmissione della cultura, le stesse modalità di accesso al lavoro, ci appaiono come categorie non più sufficienti a spiegare come e perché siamo nel mondo. Purtuttavia l’Era Industriale lascia  all’umanità conquiste molto importanti che consolidano il suo lungo percorso di affrancamento dalla originaria condizione animale per procedere verso un destino che, seppure ancora ignoto, non può non essere pensato come un progressivo avanzamento verso nuovi e più esaltanti traguardi. Nella seconda metà del Settecento, quando alle colture estensive si sostituirono le colture intensive sostenute dalla nascente meccanizzazione, nessuno avrebbe immaginato che da lì a poco sarebbe scomparsa la nobiltà, che milioni di uomini e donne si sarebbero trasferiti dalle campagne alle città, che gli artigiani si sarebbero trasformati in operai, che le leggi sarebbero state fatte dai parlamenti, che sarebbero sorte le scuole e il Welfare State.</p>
<p>Ci troviamo nel pieno della crisi del mondo occidentale. Nel 2008, per la prima volta, il costo del petrolio è schizzato a 148 dollari al barile. E’ stato il segnale che ha fatto percepire che l’energia fondata sull’estrazione di materiali fossili aveva oltrepassato la curva di massima criticità, cioè da quel momento le Nazioni hanno dovuto fare i conti con l’esaurimento sulla Terra di carbone, gas e petrolio, ciò che ha reso il costo dell’energia sempre più alto, facendo salire vertiginosamente i costi di produzione e i prezzi al consumo. I primi a capirlo sono stati gli investitori, i quali hanno sottratto quote di finanziamento sempre più cospicue alle attività produttive (perché ormai considerate scarsamente remunerative del capitale investito), orientandosi piuttosto verso i capitali finanziari, stimolando l’accesso di grandi masse al credito al consumo, perlopiù orientato all’acquisto della prima casa e di beni tecnologici di più larga presa sui consumatori (come telefonini-computer-televisori) e lucrando, così, sui tassi d’interesse, sicuramente più remunerativi dei titoli di Stato o degli investimenti produttivi. Certo, non è dato sapere, fino a che punto gli investitori non sono stati capaci di prevedere che la smobilitazione finanziaria sulle attività produttive, soprattutto, nelle aree economiche più a rischio (Irlanda, Grecia, Portogallo, Spagna, Italia) avrebbe creato un aumento della disoccupazione e una restrizione della disponibilità finanziaria delle famiglie, costrette oggi a non potere onorare il pagamento del proprio debito alle banche.</p>
<p style="text-align: justify;">La crisi bancaria, così, ha fatto esplodere tutte le contraddizioni del mondo capitalistico e, come nel ’29, appare in tutta evidenza che il mercato, così come è stato teorizzato finora, non riesce ad autoregolamentarsi e che può sostenersi solo ed esclusivamente attraverso l’intervento dello Stato, facendo pagare al popolo, attraverso l’imposizione di enormi sacrifici, le proprie interne contraddizioni. Cosa si ricava da queste premesse. Intanto la consapevolezza che ci troviamo nel mezzo di un cambiamento epocale; che, come è già successo, l’uomo si trova a che fare i conti con la limitatezza delle risorse naturali; che tale situazione lo spinge a nuove migrazioni, non solo geografiche, ma anche verso nuove mete culturali e sociali; che le nuove invenzioni spingono da un lato a sperimentare nuove forme produttive, dall’altro ad introdurre un nuovo sistema di relazioni umane, relazioni che Jeremy Rifkin definisce di tipo empatico in contrapposizione al tipo egocentrico individualista di derivazione illuminista.</p>
<p style="text-align: justify;">Occorre, allora, promuovere un nuovo sistema economico,  decentrato e sorretto da una grande base popolare, non più centrato sulla figura del Padrone ma sulla partecipazione attiva dei produttori, sul modello delle società no-profit, un sistema a rete  capace istantaneamente di collegare gli interessi di milioni di uomini solidali, empatici, che oltre a scambiarsi emozioni e pensieri si scambiano beni e servizi. E fra i beni e servizi ci potrà essere anche lo scambio di energia prodotta sotto casa, sfruttando sole e geotermia, vento e marosi; la fine, cioè delle Sette Sorelle, protagoniste, nel secolo dei lumi, di sfruttamento, guerre, genocidi, perpetrati in nome del petrolio e del benessere dell’occidente. Uno sviluppo, quindi, orizzontale, che lentamente porrà fine agli stati nazionali mettendo al centro l’uomo, non più come individuo ma come genere umano unito dalla necessità di salvarsi dalla fine incombente della vita sulla terra. Ci si rende conto, allora, che in un sistema dove l’energia potrà essere  distribuita, come del resto le attività produttive, la centralità assunta dal lavoro nella precedente rivoluzione industriale, subirà delle trasformazioni: meno lavoro salariato, più lavoro autonomo,meno produzione di beni, più servizi, meno welfare state, più welfare community, meno stato, più società e solidarietà; entro questa nuova prospettiva i giovani dovranno sperimentare il loro percorso di vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sovviene in questa circostanza il pensiero di Chiara Lubich, allorchè sottolineava come nel secolo delle rivoluzioni industriali i principi sanciti dalla Rivoluzione Francese non si erano del tutto compiuti, perché mentre è del tutto evidente che i principi di uguaglianza e di libertà sono stati ampiamente sperimentati, il principio della fraternità non è stato completamente realizzato; così, nella nuova era empatica, come viene definita da Rifkin, è probabile che trovi compiutezza lo spirito che animò, all’inizio, la Rivoluzione Francese. Occorre, dunque, contrastare con ogni mezzo il clima di sfiducia che corre non solo lungo la rete, e che s’incunea dentro le famiglie, pervade i discorsi degli esagitati politici, che hanno occupato lo spazio degli imbonitori di altri tempi, che chiude l’ansia delle aspettative giovanili dentro angusti e desolanti spazi di rassegnata solitudine.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma per uscire da quello che ormai sembra un vicolo cieco, occorre riscoprire la voglia di lottare e di rendersi protagonisti, senza per ciò rinunciare al bene prezioso che ormai abbiamo catalogato fra quelli irrinunciabili che la Storia ci ha lasciato in eredità: la democrazia. E’, dunque, dentro la prospettiva democratica che occorre lottare, con i partiti che devono trovare la voglia di scommettersi attraverso la loro autoriforma, per rendere possibile il grande bisogno di partecipazione avvertito dai cittadini, ma anche per adattarsi ai tempi, ai processi di globalizzazione secondo la logica del “pensare globale ed agire locale”, che sembra la massima più idonea a rappresentare il nostro tempo. Mi piace ricordare, perché positivo e ricco di tanta speranza, questo bellissimo messaggio di Dario Fo e Franca Rame : “La globalizzazione è bellissima… un’idea meravigliosa sta prendendo piede nel mondo: basta con la guerra, basta con le barriere tra gli stati, un’unica legge valida in tutto il pianeta e interessi talmente intrecciati da rendere impossibile nel futuro lo scoppiare di una guerra. La globalizzazione è una rivoluzione straordinaria, resa possibile da internet…basta con i dazi e le dogane…”.</p>
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		<title>Aeroporto di Comiso, a quando i funerali?</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 11:21:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Guastella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[aeroporto di comiso]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca di un funerale]]></category>
		<category><![CDATA[di giacomo]]></category>
		<category><![CDATA[magliocco]]></category>
		<category><![CDATA[no muos]]></category>
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		<description><![CDATA[Ha fatto bene l&#8217;on. Digiacomo a interrompere subito lo sciopero della fame. Il rischio concreto della dissoluzione fisica  del deputato di Comiso c&#8217;era tutto, purtroppo, però l&#8217;aeroporto di Comiso resterà una cattedrale nel deserto delle infrastrutture di questa provincia. Il Muos di Niscemi lo ha ucciso nella culla, con la complicità della classe dirigente di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.risvegliati.it/blog/13-05-2012/aeroporto-di-comiso-a-quando-i-funerali.html/aeroporto-aerostazione" rel="attachment wp-att-5013"><img class="alignleft size-medium wp-image-5013" title="aeroporto-aerostazione" src="http://www.risvegliati.it/blog/wp-content/uploads/2012/05/aeroporto-aerostazione-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a>Ha fatto bene l&#8217;on. Digiacomo a interrompere subito lo sciopero della fame.</p>
<p>Il rischio concreto della dissoluzione fisica  del deputato di Comiso c&#8217;era tutto, purtroppo, però l&#8217;aeroporto di Comiso resterà una cattedrale nel deserto delle infrastrutture di questa provincia.</p>
<p><strong>Il Muos di Niscemi lo ha ucciso nella culla, con la complicità della classe dirigente di questa provincia.</strong></p>
<p>Altro che Bersani che telefona a Passera che a sua volta telefona al viceministro alle infrastrutture Ciaccia che ritelefona a Passera che chiama  Bersani che poi tranquillizza il digiuno Digiacomo.</p>
<p>I fatti sono evidenti. Già nel 2007 la zona di Niscemi veniva individuata come sede di un impianto di sistema satellitare militare della Marina degli Stati Uniti (MUOS) così potente da interferire con i sistemi di controllo dell&#8217;aeronautica civile. Nel frattempo a Comiso sbarcava D&#8217;Alema nella famosa inaugurazione. <span style="text-decoration: underline;">Quello è stato il primo e l&#8217;ultimo volo che la pista ha ospitato</span>.</p>
<p>Mentre la realizzazione del sistema  MUOS prendeva forma e si concretizzava, le speranze che l&#8217;aeroporto di Comiso decollasse prendevano le sembianze del miraggio. I fatti: nel  rapporto ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) 2010 l&#8217;aeroporto di Comiso veniva sì inserito ma nella classificazione veniva definito  a pag. 27 come infrastruttura complementare  cioè <em>“scalo che per la ridotta estensione dei bacini di traffico risulta rispondere ad una domanda di traffico locale, in zone remote o non adeguatamente servite da altri scali e che pertanto svolgono un servizio complementare alla rete”. </em></p>
<p>Nella sughereta di Niscemi i lavori del MUOS proseguivano e aumentava la consapevolezza dell&#8217;inevitabile interferenza con le strutture aeroportuali. Sempre nel 2010 compare un artico su La Repubblica del 18 agosto dove il presidente dell&#8217;ENAC, Vito Riggio, dichiara: “ <em>… in un momento particolare come questo, in cui si parla tanto di federalismo, lo Stato non potrà più farsi carico degli oneri che gravano sugli aeroporti minori”.</em> Subito dopo cita il caso emblematico di Comiso: <em>“si tratta di una struttura nuova, pronta per essere inaugurata dopo quattro anni di lavori e un investimento di 53 milioni di euro. Ma siamo fermi: quella è una pista che non apre proprio&#8230;”. </em></p>
<p>Mentre  a Niscemi i lavori per il MUOS proseguono concretamente, a Comiso, la danza delle responsabilità e  i ciclici annunci di apertura dell&#8217;aeroscalo assumono l&#8217;aspetto della farsa dimostrata ampiamente da una trasmissione de La7 che mette in luce l&#8217;inadeguatezza di un&#8217;intera classe dirigente.</p>
<p>Il digiuno dell&#8217;onorevole Digiacomo e la rassicurante sequenza di telefonate Bersani, Passera, Ciaccia &#8230;.  vengono smentite dal nuovo piano nazionale degli aeroporti.</p>
<p>Infatti, su <strong>edilizia e territorio del Sole 24 Ore del 6 aprile scorso</strong>, riguardo anche all&#8217;aeroporto di Comiso, si rende noto che il ministro Passera <em>a giorni porterà il nuovo piano al Cipe per il varo definitivo</em> di questo strumento che prevede per gli scali di servizio, come Comiso, d<em>i dotarsi entro tre anni di una gestione economica sostenibile senza trasferimenti di risorse pubbliche.</em></p>
<p>Un Comune in dissesto, una Regione con la finanziaria impugnata dalla Corte dei Conti, l&#8217;assenza totale di infrastrutture rende l&#8217;aeroporto inappetibile agli investimenti privati. Tutto questo sommato alla realizzazione ormai in fase avanzata del MUOS rende impossibile l&#8217;apertura dell&#8217;aeroporto. Il linguaggio tecnicistico di Passera e C. è un cortese ma sostanziale invito alla chiusura.</p>
<p>Ora la certezza che l’aeroporto di Comiso non aprirà giunge dalla decisione di dirottare il traffico aereo di Catania a Sigonella, quando nel mese di novembre p.v., l’aeroscalo catanese chiuderà per un mese per lavori di ristrutturazione della pista.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ciò che è evidente non si può nascondere:  l&#8217;aeroporto, lo sviluppo del territorio, gli investimenti di tanti piccoli imprenditori del turismo e di tutto l&#8217;indotto che poteva svilupparsi attorno alla struttura sono stati sacrificato sull’altare delle esigenze militari, il tutto con il placet silenzioso di una intera classe dirigente che parte da Digiacomo, che governa alla Regione, e arriva a Passera.</strong></p>
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		<title>Stiamo Toccando il fondo</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 10:28:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Risvegliati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[libro nero]]></category>
		<category><![CDATA[liceo scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[preside battaglia]]></category>
		<category><![CDATA[Uds]]></category>
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		<description><![CDATA[Coordinamento Unione degli Studenti Vittoria Nelle scuole del vittoriese oggi si avverte un’atmosfera quasi dittatoriale. Al liceo scientifico S. Cannizzaro di Vittoria, il primo attacco alla libertà di pensiero e di propagandare le proprie idee. Tre ragazzi della scuola, militanti dell’Unione degli Studenti Vittoria, sono stati richiamati, prima da un bidello e poi dallo stesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Coordinamento Unione degli Studenti Vittoria</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.risvegliati.it/blog/13-05-2012/stiamo-toccando-il-fondo.html/gandhi-incazzato" rel="attachment wp-att-5007"><img class="alignleft size-medium wp-image-5007" title="gandhi-incazzato" src="http://www.risvegliati.it/blog/wp-content/uploads/2012/05/gandhi-incazzato-300x212.png" alt="" width="300" height="212" /></a>Nelle scuole del vittoriese oggi si avverte un’atmosfera quasi dittatoriale. Al liceo scientifico S. Cannizzaro di Vittoria, il primo attacco alla libertà di pensiero e di propagandare le proprie idee. Tre ragazzi della scuola, militanti dell’Unione degli Studenti Vittoria, sono stati richiamati, prima da un bidello e poi dallo stesso preside per aver distribuito dei volantini contro la prova INVALSI. Iscritti in un fantomatico “<em><strong>libro nero</strong></em>”, che richiama paurosamente dinamiche più simili a periodi storici degli anni ’20-’30, i ragazzi sono stati minacciati di avere ricadute “nella valutazione finale”. </p>
<p>Non c’è giustificazione accettabile a un comportamento simile. Non si possono punire degli alunni per aver distribuito dei volantini all’esterno della scuola e in orario pre-scolastico. Tantomeno non è possibile minacciarli in questo modo, forse perché non si condividono le idee di un volantino. E come mai, ci chiediamo, altre associazioni che hanno distribuito volantini in questi giorni hanno subito un atteggiamento “privilegiato”? Insomma, alcune idee si accettano, altre no. Ad esempio, un anno fa, si è accettato che un militante UDS ricevesse un pugno all’interno delle mura della scuola, senza prendere alcun provvedimento … Due pesi e due misure? Si!<br />Accettano la violenza, attaccano la libertà di espressione. Allora, non era esagerato il riferimento agli anni ’20-’30 del fascismo. Assolutamente. Forse i provvedimenti dovrebbero essere presi nei confronti del preside?!</p>
<p>Non finisce qui, però! Lo stesso giorno un altro militante, all’interno della ragioneria, è stato richiamato per aver indossato una maglietta recante una falce e martello. “Non si può fare propaganda politica all’interno della scuola! Ti faccio la nota!” ha intimato il professore al ragazzo. A quanto pare nemmeno l’abbigliamento libero è accettato all’interno delle nostre scuole. Forse c’è ancora qualche nostalgico del ventennio che preferisce le divise …</p>
<p>Certi comportamenti nel 2012 non solo non sono accettabili e giustificabili, ma rendono la vita scolastica un rischio per le libertà, quali quelle di espressione e di pensiero. Tutto ciò che la scuola dovrebbe costruire, è così distrutto da qualche preside o professore, che preferisce imporre il proprio pensiero, intimando e minacciando con tutti i mezzi a loro disposizione.</p>
<p>Non possiamo, né da studenti, né da cittadini, accettare tali comportamenti anti-democratici! Combattiamo insieme per un futuro dove ognuno sia libero di esprimere e costruire un proprio pensiero!</p>
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		<title>Disegnare con la luce – 3 edizione</title>
		<link>http://www.risvegliati.it/blog/12-05-2012/disegnare-con-la-luce-3-edizione.html</link>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 14:29:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Barone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vario]]></category>

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		<description><![CDATA[Come notiamo, al giorno d&#8217;oggi, ci sono moltissimi giovani che, attraverso internet, esprimono la propria arte, il proprio  talento.  Tramite varie pagine, si scoprono piccoli e grandi esplosioni di capacità:  Oggi vorrei parlarvi della giovane JOANA SORINO, che grazie alla sua fantasia e bravura, si è fatta conoscere nel mondo del web. Joana sperimenta molto con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;">Come notiamo, al giorno d&#8217;oggi, ci sono moltissimi giovani che, attraverso internet, esprimono la propria arte, il proprio  <strong>talento. </strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><strong></strong>Tramite varie pagine, si scoprono piccoli e grandi esplosioni di capacità:  Oggi vorrei parlarvi della giovane <strong>JOANA SORINO</strong>, che grazie alla sua fantasia e bravura, si è fatta conoscere nel mondo del web. Joana sperimenta molto con l&#8217;uso di Photoshop, creando fotografie particolari; Foto come copertine di un libro, o di un cd. </span></p>
<p><a href="http://www.risvegliati.it/blog/12-05-2012/disegnare-con-la-luce-3-edizione.html/6795452479_f9486bb5b8_z" rel="attachment wp-att-4983"><img class="size-medium wp-image-4983 aligncenter" src="http://www.risvegliati.it/blog/wp-content/uploads/2012/05/6795452479_f9486bb5b8_z-300x247.jpg" alt="" width="300" height="247" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;">                                                                                                                                    </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;">Joana ama gli<strong> autoscatti</strong>, i visi , la natura. </span><span style="font-size: medium;">Nelle sue foto troviamo uno stile Vintage-malinconico. Gioca inoltre, anche con delle sequenze di scene:</span></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p><img class="size-medium wp-image-4980 aligncenter" src="http://www.risvegliati.it/blog/wp-content/uploads/2012/05/264275_211035348938137_150106035031069_583553_6382415_n-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;">Questa foto,come altre che si trovano nel suo progetto<strong> &#8220;Ego Project&#8221;</strong>, è un&#8217;aiuto a <strong>ricordarsi</strong> : Ricordarsi le abitudini, i vizi , la noia. Come si era, cosa si faceva, anche due tre giorni fa. </span></p>
<p style="text-align: center;">           <span style="font-size: medium;">Come dicevo,ama gli<strong> autoscatti</strong>. </span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.risvegliati.it/blog/12-05-2012/disegnare-con-la-luce-3-edizione.html/305329_264440466930958_150106035031069_758572_409782171_n" rel="attachment wp-att-4981"><img class="size-medium wp-image-4981" src="http://www.risvegliati.it/blog/wp-content/uploads/2012/05/305329_264440466930958_150106035031069_758572_409782171_n-300x192.jpg" alt="" width="300" height="192" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;">In mezzo a questi colori dipinti nel suo viso, risaltano i suoi <strong>grandi occhi azzurri</strong> quasi immersi nel vuoto , che guardano altrove, pensierosi e pieni di speranza. Forse è proprio questa <strong>vivacità di colori,</strong> che cercano di trasmettono i suoi occhi.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: large;"><em>&#8220;A volte è meglio stare muta come un pesce, invece di far volare inutili parole al vento&#8221;</em></span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.risvegliati.it/blog/12-05-2012/disegnare-con-la-luce-3-edizione.html/318537_266562196718785_150106035031069_764798_1805944093_n" rel="attachment wp-att-4985"><img class="size-medium wp-image-4985" src="http://www.risvegliati.it/blog/wp-content/uploads/2012/05/318537_266562196718785_150106035031069_764798_1805944093_n-300x184.jpg" alt="" width="300" height="184" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;">Con questo suo autoritratto, Joana , vuole ricordarci tante cose.</span><span style="font-size: medium;"> Il peso delle parole o magari anche l&#8217;importanza del silenzio in determinati casi.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-size: medium;">La ragazza dalla <strong>pelle chiara</strong> e dal <strong>viso angelico,</strong> ha gentilmente accettato di rispondere a qualche domanda:</span></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="font-size: medium;">1) Com&#8217;è entrata nella tua vita la fotografia?</span></strong></p>
<p style="text-align: left;">La fotografia nella mia vita è entrata più che altro per circostanze che mi piace definire fortuite: una mia carissima amica, alla quale devo molto, aveva ed ha tutt&#8217;ora questa passione. Con i suoi bellissimi scatti è riuscita a trasmettermi la voglia di immortalare momenti per me importanti. All&#8217;inizio fotografavo per gioco, con una piccola compatta da 10mpx, poi data la mia voglia di iniziare un vero e proprio percorso fotografico, il 5 dicembre 2010 ho acquistato la mia prima reflex, una NikonD3100.</p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="font-size: medium;">2) Cosa ti piace di più fotografare? </span></strong></p>
<p style="text-align: left;">Non so se c&#8217;è qualcosa che amo fotografare più di un&#8217;altra, perché in questo mio primo anno fotografico, seguito da altri cinque mesi di esperienza, credo di non aver toccato tutti gli ambiti della fotografia. In ogni caso ritengo che il soggetto umano riesca a coinvolgermi in qualcosa di grande, cosa che mentre fotografo un oggetto oppure un paesaggio, non mi accade. E&#8217; tuttavia un lungo periodo che mi dedico agli autoritratti ed è un modo di esprimermi dal quale non voglio distaccarmi.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>3) <span style="font-size: medium;">Pe</span><span style="font-size: medium;">nsi che la fotografia, oltre ad una passione, diventerà anche un lavoro</span>?</strong></p>
<p style="text-align: left;">Inizialmente credevo che questa fosse la mia strada anche nel campo lavorativo. Sinceramente non mi ritengo così brava da poter sfondare un giorno, piuttosto mi vedo sotto un ponte. Forse sono troppo giovane sia per dire che non sarà un lavoro e sia per dire che lo sarà. Il mondo è vasto e la voglia di conoscenza in me non smette mai di evolversi. Difatti ho una smisurata passione per ciò che è razionale e scientifico, per questo credo che mi sarà difficile non pensare ad una facoltà scientifica nel 2013, anno in cui mi diplomerò. Mi piacerebbe in ogni caso creare un connubio tra scienza e fotografia, che è quello che ho tentato di fare in alcune delle mie foto.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>4) <span style="font-size: medium;">T</span><span style="font-size: medium;">i ispiri a qualche professionista o &#8220;fai da te&#8221;?</span></strong></p>
<p style="text-align: left;">Francamente dei professionisti non mi importa molto, più che altro non ho molto tempo da spendere su Internet in questo modo perché sono molto impegnata con lo studio. Spesso sono connessa solo per pubblicare qualche foto o per controllare le mie attività. Credo anche che ispirarsi non sia d&#8217;aiuto per farsi pervenire delle buone idee. Preferisco lasciarmi ispirare da quello che leggo, dalla musica che ascolto e, perché no, da me stessa e dalle semplici giornate che vivo. Amo molto la Natura, forse è lei che mi ispira.<br />In ogni caso molta gente mi ha detto di assomigliare a Francesca Woodman, è un complimentone che non mi sarei mai aspettata da nessuno, quindi mi piacerebbe essere la sua erede! Esprimere con mera semplicità, infinite emozioni, è un po questo quello che voglio lasciare al mondo.</p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="font-size: medium;">5) La tua foto preferita?               </span></strong></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;ho voluta chiamare &#8220;Blue Jeans&#8221;: amo gli autoritratti, li preferisco agli altri generi.    </span>                       </p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.risvegliati.it/blog/12-05-2012/disegnare-con-la-luce-3-edizione.html/575047_366767786698225_150106035031069_1037624_1356531897_n" rel="attachment wp-att-4986"><img class="size-medium wp-image-4986 aligncenter" src="http://www.risvegliati.it/blog/wp-content/uploads/2012/05/575047_366767786698225_150106035031069_1037624_1356531897_n-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a></p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-size: medium;">Ovviamente vi invito ad entrare nel mondo di Joana, tramite la sua fans page: Mettete &#8220;mi piace&#8221;!</span></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.facebook.com/pages/Joana-Sorino-Photographer/150106035031069">http://www.facebook.com/pages/Joana-Sorino-Photographer/150106035031069</a></p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-size: medium;">Oggi con questo articolo, ho voluto mandarvi un messaggio:</span></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="background-color: #ffffff; color: #99cc00;"><em>Quello di non mollare mai!</em></span></strong></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-size: medium;">Cercare di fare il più possibile per esprimere la tua <strong>arte.</strong> Non c&#8217;è bisogno di essere famosi o seguiti da tutto il mondo per coltivare la propria passione: <strong>basta volontà e talento.</strong></span></p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: large; color: #ff0000;">ALLA PROSSIMA!</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Laurea non c&#8217;è, Renzo Bossi!!</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 09:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Guastella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vario]]></category>

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		<description><![CDATA[Guarda il video&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Guarda il video&#8230;</p>
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		<title>Gli effetti del MUOS spiegati da Siculamente</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 08:16:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Guastella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[mazzeo]]></category>
		<category><![CDATA[movimento]]></category>
		<category><![CDATA[muos]]></category>
		<category><![CDATA[siculamente]]></category>
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		<description><![CDATA[Non sei una farfalla che battendo le ali in cina provoca un uragano a new orleans,nè un terremaremotonucleare in giappone che provoca bestemmie in vaticano,non vuoi fare la rivoluzione sanguinaria e non vuoi cambiare il mondo in due minuti viri cu t&#8217;azzicca. Non hai la ricetta a tutti malinon sarai mai un sanguinario cesare,nè napoleone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="watch-description-clip">
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<p id="eow-description" style="text-align: center;"><p><a href="http://www.risvegliati.it/blog/12-05-2012/gli-effetti-del-muos-spiegati-da-siculamente.html"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p>Non sei una farfalla che battendo le ali in cina provoca un uragano a new orleans,<br />nè un terremaremotonucleare in giappone che provoca bestemmie in vaticano,<br />non vuoi fare la rivoluzione sanguinaria e non vuoi cambiare il mondo in due minuti</p>
<p>viri cu t&#8217;azzicca.</p>
<p>Non hai la ricetta a tutti mali<br />non sarai mai un sanguinario cesare,<br />nè napoleone sempre nella stessa posa</p>
<p>non vuoi essere il padrone del mondo<br />molte cose di questo mondo non ti piacciono<br />ma soprattutto non ti piacciono i padroni del mondo</p>
<p>viri cu t&#8217;azzicca.</p>
<p>Al posto delle spiagge, delle valli e dei prati<br />ove s&#8217;invaghirono tuo padre,<br />tuo nonno e il padre di tuo nonno<br />trionfano petrolchimici, discariche e cemento,<br />che saranno maledetti da tuo figlio,<br />da tuo nipote e dal figlio di tuo nipote.<br />Più grandi sono lo sperpero, la malazione e l&#8217;abuso,<br />più piccolo il liceo, il teatro e l&#8217;ospedale,<br />nun ti puoi sbagghiari</p>
<p>viri cu t&#8217;azzicca.</p>
<p>I sud li hanno inventati i nord<br />per depositarci la spazzatura, le scorie<br />e le colpe di tutti i misfatti,<br />sei nato senza camicia<br />e comunque preferisci le magliettine</p>
<p>viri cu t&#8217;azzicca e sai<br />che il senso del decoro si offende con i fatti<br />troppo assai di più che con le parole.</p>
<p>Se nà cosa storta t&#8217;infastidisce di più<br />che codesti pecorecci versi<br />fai parte del club<br />perchè come noi macari tu<br />viri cu t&#8217;azzicca.</p>
</div>
<div id="watch-description-extras">
<h4 style="text-align: center;"><a href="http://www.risvegliati.it/blog/disclaimer/imgres" rel="attachment wp-att-4502"><img class="aligncenter size-full wp-image-4502" title="disclaimer2" src="http://www.risvegliati.it/blog/wp-content/uploads/2012/04/imgres.jpg" alt="" width="225" height="224" /></a> </h4>
<h4 style="text-align: center;"> </h4>
</div>
</div>
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		<title>Peppino, fiore di campo reciso</title>
		<link>http://www.risvegliati.it/blog/10-05-2012/peppino-fiore-di-campo-reciso.html</link>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 22:32:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gentile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vario]]></category>
		<category><![CDATA[1978]]></category>
		<category><![CDATA[9 maggio]]></category>
		<category><![CDATA[antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[peppino impastato]]></category>

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		<description><![CDATA[In un biglietto, nascosto tra i moltissimi libri di quella semplice stanza di una casa di Cinisi, erano state ritrovate parole di dolore, rabbia, sconforto verso l&#8217;esistenza, oltre che la politica. Insofferenza e sofferenza d&#8217;inchiostro su carta. Si era suicidato – il ragazzo s&#8217;ammazzò, non voleva più vivere, leggeva tutti &#8216;sti libri pieni di minchiate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un biglietto, nascosto tra i moltissimi libri di quella semplice stanza di una casa di Cinisi, erano state ritrovate parole di dolore, rabbia, sconforto verso l&#8217;esistenza, oltre che la politica. Insofferenza e sofferenza d&#8217;inchiostro su carta. Si era suicidato – il ragazzo s&#8217;ammazzò, non voleva più vivere, leggeva tutti &#8216;sti libri pieni di minchiate – così diceva il brigadiere dal baffo sottile e dagli occhi semplici. </p>
<p>La biro del cronista riportava uguali quelle sillabe sul taccuino ad anelli. <a href="http://www.risvegliati.it/blog/10-05-2012/peppino-fiore-di-campo-reciso.html/peppino-impastato-2" rel="attachment wp-att-4958"><img class="alignright size-full wp-image-4958" src="http://www.risvegliati.it/blog/wp-content/uploads/2012/05/peppino-impastato1.jpg" alt="" width="185" height="273" /></a></p>
<p>Di contro, l&#8217;ispettore della Digos, ritto sulla schiena, ribatteva convinto che no, non era suicidio. “Era di Lotta Continua, poi di Democrazia Proletaria, era comunista. Parlava sempre, in piazza e alla radio. Gridava, <em>vanniava</em> tutti, pestava i piedi a chiunque. Era uno <em>scassaminchia</em>. Poi ieri è uscito di testa, ha preso la macchina, dell&#8217;esplosivo ed è andato a far saltare i binari, voleva diventare brigatista, come quelli che hanno ammazzato Moro oggi. Sbagliò e saltò all&#8217;aria, il criminale, ma almeno non è riuscito ad ammazzare nessuno”.</p>
<p>Altre righe sul taccuino, appoggiato al tavolino tondo di un bar, accanto alla tazza di caffè freddo. Il pomeriggio del 9 maggio 1978, il cronista del Corriere della Sera, sfogliava la sua copia del quotidiano, pensando alla Repubblica che aveva abbandonato il segretario della Democrazia Cristiana al destino dei suoi sequestratori. Quei trentotto kilometri, da Palermo a Cinisi, per andare a raccontare di un giovane di paese, morto, suicida o in un attentato fallito, contavano poco per la democrazia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La verità venne raccontata dopo anni grazie al coraggio e alla caparbietà di chi non si arrese mai alla giustizia semplice e sbrigativa di chi voleva insabbiarla e nasconderla. Il 9 maggio 1978 il militante comunista Giuseppe Impastato veniva picchiato selvaggiamente dagli uomini di Don Tano Badalamenti, legato ai binari della ferrovia e fatto esplodere. Un fiore di campo estirpato alla terra così vigliaccamente, così presto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A.</p>
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		<title>Il &#8220;club dei 27&#8243; la maledizione dei miti del rock</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 08:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaetano Campo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vario]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[jim morrison]]></category>
		<category><![CDATA[jimi hendrix]]></category>
		<category><![CDATA[kurt kobain]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[suicidio]]></category>

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		<description><![CDATA[Brian Jones, Jimi Hendrix, Janis Jopilin, Jim Morrison, Kurt Kobain, Amy Winehouse. Sono alcuni dei membri del cosiddetto “club dei ventisette” . Con questo termine si vuole indicare il gruppo di artisti qui elencati deceduti all’età di ventisette anni.  Gli eventi partono nel luglio del 1969 quando il chitarrista dei Rolling Stones(Brian Jones)  fu trovato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-medium wp-image-4946" title="27" src="http://www.risvegliati.it/blog/wp-content/uploads/2012/05/27-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" />Brian Jones, Jimi Hendrix, Janis Jopilin, Jim Morrison, Kurt Kobain, Amy Winehouse.</em> Sono alcuni dei membri del cosiddetto “club dei ventisette” . Con questo termine si vuole indicare il gruppo di artisti qui elencati deceduti all’età di ventisette anni.  Gli eventi partono nel luglio del 1969 quando il chitarrista dei Rolling Stones(Brian Jones)  fu trovato morto nella piscina della sua villa mentre, si pensa,  era sotto l’effetto di droghe. Questa leggenda “metropolitana” si verifica nuovamente  con la morte del chitarrista/cantante Jimi Hendrix, che fu trovato morto nella sua abitazione forse soffocato dal suo stesso vomito mentre dormiva. Appena due settimane dopo la morte dell’artista Jimi Hendrix , inevitabilmente anche la cantante americana dei “Blues” fu trovata senza vita a causa di un’overdose di alcol ed eroina. Anche lei aveva appena compiuto 27 anni!  E come non dimenticare la morte del famoso cantante  e leader dei “Doors” Jim Morrison trovato anch’egli senza vita in una vasca da bagno di un albergo di Parigi. Proprio nel momento in cui  questa maledizione cominciava “passare di moda”, ecco che il 23 Luglio del 2011 a Londra muore la famosa cantante (amata principalmente dai giovani) Amy Jade Winehouse, al quale fu trovato il corpo senza vita proprio nella sua abitazione  di Londra, dopo l’assunzione di una consistente dose di alcol.  Inizialmente si credeva che la morte di questi famosi artisti citati, morti  all’età di 27 anni  fosse soltanto una coincidenza, ma negli ultimi tempi queste coincidenze hanno portato a credere che la morte di questi idoli non sia del tutto dovuta al destino. La loro morte, infatti, non è mai avvenuta per cause naturali, poiché molti di loro sono deceduti a causa di abuso di alcool e sostanze stupefacenti. A differenza di altri morti per suicidio, anche se la scomparsa di questi artisti è avvolta nel mistero. Sicuramente questi grandissimi artisti nella loro breve vita non hanno mai dato un buon esempio a giovani, dove sicuramente bere fumare e abusare di sostanze stupefacenti non fanno mai bene! Con questo ci tengo a sottolineare che non voglio criticare la morte di questi giovani artisti, ma semplicemente il mio messaggio che rivolgo ai giovani è quello di stare più lontani possibile da queste sostanze che non fanno mai bene alla propria salute. Sicuramente ci sono modi  e modi al quale i giovani in particolar modo possono divertirsi, al di là di dell’alcol o di altre sostanze stupefacenti. Per quanto mi riguarda  non so se questa maledizione del  “club dei 27” sia frutto di una semplice coincidenza oppure c’è qualcos’altro. Probabilmente sarà fin troppo difficile trovare una risposta in questo storia, sempre ammesso e considerando che ci sia. Una cosa è certa: questi grandi artisti seppure hanno vissuto un vita breve, hanno comunque avuto il tempo per scrivere un pagina importante della storia del rock.</p>
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		<title>&#8220;Un EcoMuostro a Niscemi&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 21:33:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Guastella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vario]]></category>
		<category><![CDATA[antonio mazzeo]]></category>
		<category><![CDATA[ecomuostro a niscemi]]></category>
		<category><![CDATA[federazione]]></category>
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		<category><![CDATA[no muos]]></category>
		<category><![CDATA[rifondazione comunista]]></category>
		<category><![CDATA[vittoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica pomeriggio, presso la sede di rifondazione di via P.pe Umberto 115, si è tenuto un incontro &#8211; dibattito sulla questione Muos a cui ha partecipato anche Antonio Mazzeo presentando il proprio libro &#8220;Un EcoMuostro a Niscemi&#8221;. “E come non vedere il pericolo che la trasformazione della Sicilia in una gigantesca base di guerra spingerebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="aligncenter" src="https://fbcdn-sphotos-a.akamaihd.net/hphotos-ak-snc6/s720x720/36585_3941547545140_1473498488_33417944_282935082_n.jpg" alt="" width="334" height="504" />Domenica pomeriggio, presso la sede di rifondazione di via P.pe Umberto 115, si è tenuto un incontro &#8211; dibattito sulla questione Muos a cui ha partecipato anche Antonio Mazzeo presentando il proprio libro &#8220;Un EcoMuostro a Niscemi&#8221;.</p>
<p>“<em>E come non vedere il pericolo che la trasformazione della Sicilia in una gigantesca base di guerra spingerebbe alle estreme conseguenze i processi degenerativi già così allarmanti?</em>” (Pio La Torre)<br />Nocivo per la salute dei siciliani, capace di interferire con le strumentazioni tecnologiche dell&#8217;aeroporto (futuro, se mai decollerà) di Comiso ma, vogliamo ricordarlo, anche con quelle dell&#8217;aereoporto Fontanarossa di Catania, ingombrante ostacolo per il rilancio delle economie territoriali, catastrofica rappresentazione dell&#8217;opera umana nell&#8217;ambiente naturale. Si tratta di questo, ma non solo. Si tratta soprattutto di altro. Il Muos è strumento di guerra e di morte. Il sistema di antenne che sta per essere installato a Niscemi ha funzione bellica. Attraverso le sue enormi parabole (che verranno a breve impiantate) sarà controllato il flusso delle operazioni militari americane nell&#8217;ampio bacino mediterraneo, nel continente africano, nell&#8217;incandescente regione medio – orientale. Tramite il Muos sarà possibile la morte di migliaia (e probabilmente più) esseri umani.<br /><span style="text-decoration: underline"><strong>Abbiamo conosciuto l&#8217;orrore della guerra, l&#8217;abbiamo troppo presto dimenticato.</strong></span> Nell&#8217;ultimo decennio il modus operandi degli eserciti è cambiato: sempre più operazioni fulminee, missili sganciati da caccia – bombardieri su obiettivi sensibili. È cambiato anche il modo di rappresentare la guerra: sempre e solo immagini di operazioni militari troppo simili alla fantascienza, al divertimento video – ludico. Sotto le macerie però, rimangono corpi di esseri umani. che non vediamo, che non conosciamo, che non immaginiamo. Ma esseri umani.</p>
<p>Ma dobbiamo ricordare che la smilitarizzazione ha anche vantaggi sul piano turistico ed economico.  <strong>Noi, dall&#8217;istallazione del Muos non abbiamo niente da guadagnarci, anzi tutto da perdere.</strong> Basti pensare al traffico aereo civile non più condizionato e disturbato dal proliferare di questi impianti militari; l&#8217;agricoltura e i prodotti di tutte le zone vicine al muos per decine e decine di chilometri non sarà più solo messa in ginocchio ma subirà un ulteriore drastico colpo dal quale non riuscirà mai a rialzarsi (chi comprerebbe mai prodotti che hanno certamente subito radiazioni di quella portata?); il turismo vedrà la propria definitiva morte, soprattutto nella zone del niscemese (chi mai visiterebbe la terra detentrice di uno dei più potenti e pericolosi impianti militari al mondo?).</p>
<p><span style="text-decoration: underline"><strong>L&#8217;Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Lo dice l&#8217;articolo 11 della Costituzione.</strong></span> Troppo spesso questa norma è stata confinata e accantonata. Non possiamo permettere che succeda ancora. É doveroso opporsi con ogni mezzo alle manovre che vengono imposte al territorio siciliano per fomentare ancora guerra, distruzione, morte.<br />La Sicilia che immaginiamo è terra di pace, di scambio, di inter – cultura. La Sicilia che vogliamo è ponte di solidarietà umana, non trampolino di devastazione e dolore. La Sicilia che costruiremo sarà frutto della collaborazione tra i popoli, perché solo nella pace e nella cooperazione può essere costruito il benessere di una società.<a href="http://www.risvegliati.it/blog/?attachment_id=69" rel="attachment wp-att-69"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-69" src="http://www.risvegliati.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/rifondazione_logo1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><a href="http://www.risvegliati.it/blog/11-02-2009/giovanni-moscato-e-la-tribuna-elettorale-scientifico.html/logogiovanicomunisti" rel="attachment wp-att-275"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-275" src="http://www.risvegliati.it/blog/wp-content/uploads/2009/02/logogiovanicomunisti-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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